Madonna col Bambino dormiente (1621-1624)

Madonna col Bambino dormiente (1621-1624)
Orazio Gentileschi (Pisa, 1563 - Londra, 1639)
Dipinto
Olio su rame, 30,8 x 23,4 cm
Dal 1889 nelle collezioni per legato di Maria Brignole - Sale De Ferrari, duchessa di Galliera
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso, inv. SR 117
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Orazio Gentileschi, fratello del pittore Aurelio Lomi e padre di Artemisia, arriva a Genova nel 1621 su invito di Gio. Antonio Sauli, aristocratico committente per il quale – nell’arco del suo soggiorno protrattosi fino al 1624 – realizza almeno tre dipinti (una Maddalena penitente, ora in collezione privata; una Danae, New York, Richard L. Feigen, e Lot e le figlie, Los Angeles, The J. Paul Getty Museum), considerati tra i più belli e stilisticamente maturi della sua opera, “e tavole di molta esquisitezza”, come riportato dallo storiografo Raffaele Soprani nel 1674. La provenienza di questo prezioso rame da quella stessa famiglia Sauli è documentata da una scritta autografa della duchessa di Galliera sul pannello di fondo della cornice, che recita: “Questo quadro mi è stato regalato oggi 18 aprile 1867 dalla mia cara nipote Maria Sauli, in memoria della defunta madre di essa, mia amatissima cognata Marina De Ferrari Sauli mancata à vivi il 18 marzo di quest’anno. Brig[no]le D[e] F[errari] di Galliera”.
Proprio per il suo carattere di oggetto di devozione privata, il dipinto non era stato compreso nella donazione di Palazzo Rosso del 1874 ma solo tra i beni che, con legato testamentario, arrivarono nelle collezioni nel 1889. Fino ad anni recenti collocato nelle cosiddette “stanze riservate” dei Brignole - Sale, destinate ai ricordi famigliari non accessibili al pubblico, è stato riscoperto dalla critica che ne ha riconosciuto l’autografia mettendolo in rapporto con l’identico rame di Burghley House a Stamford.
La qualità dell’opera è, infatti, altissima e al realismo e alla semplicità della scena raffigurata – la Madonna seduta su un gradino all’aperto che regge il Bambino addormentato tra le sue braccia –, si contrappone la preziosità della cromia, giocata sugli effetti di cangiantismo delle tinte fredde del blu scuro del manto e di quelle giallo oro della veste, i cui effetti di luminosità sono sapientemente accentuati da una preparazione bianca e dallo stesso materiale del supporto, il rame, che restituisce ed esalta la lucentezza dei colori.