Guglielmo Ciardi

Ciardi
Nascita: 
Venezia, 1842
Morte: 
Venezia, 1917
Avviato da Domenico Bresolin, suo maestro all'Accademia di Venezia, alla pittura di paesaggio, Ciardi si rivolge, durante gli anni della prima formazione, anche agli ambienti extra-accademici, interessato soprattutto dalla pittura di Ippolito Caffi e di Federico Zandomeneghi.
L'attenzione al paesaggio e al lavoro en plein-air, lo porta a sviluppare nuovi stimoli nel viaggio di studio effettuato nel 1868 a Firenze, durante il quale si avvicina ai Macchiaioli del Caffè Michelangelo e ne intuisce le novità nel sostanziale procedimento di semplificazione della forma.
In seguito a Roma conosce Nino Costa e a Napoli Domenico Morelli; si accosta ai pittori della Scuola di Resina, apprezzati per la scelta di visioni limpide e ferme e per il rigoroso procedimento di sintesi formale nell'accostamento dei colori puri.
La meditazione sulle novità artistiche velocemente assimilate è testimoniata dal dipinto "Canale della Giudecca", realizzato al suo rientro a Venezia nel 1869, ed oggi conservato a Cà Pesaro, sede della Galleria d'Arte Moderna di Venezia.
Negli anni Settanta l'artista approfondisce il tema del paesaggio in una serie di vedute, per lo più marine che, alle più importanti esposizioni nazionali, incontrano il favore del pubblico e suscitano le lodi della critica.
E' il momento più felice della sua produzione pittorica, caratterizzata da una pacata spiritualità e dall'intimo sentimento di armonia che pervade gli elementi della composizione, resi in modo sempre più preciso e dettagliato.
Continuamente teso alla ricerca di nuovi mezzi espressivi, nell'ultimo decennio del secolo Ciardi realizza un gruppo di dipinti a soggetto lagunare che si segnalano per la resa di particolari effetti luministici ed espressivi - che in ciò lo avvicinano alla pittura di Pietro Fragiacomo - risolti attraverso una costruzione dello spazio per piani orizzontali, una pennellata minuta e inconsistente, e l'uso di una gamma cromatica ridotta alle tonalità del grigio-argento.
Dal 1885 le diverse escursioni in località di montagna forniscono nuovi spunti alla sua pittura e ne arricchiscono i soggetti.
Numerosi negli ultimi anni i riconoscimenti per la sua attività: nel 1894 ottiene la cattedra di Paesaggio all'Accademia di Venezia, partecipa a diverse edizioni della Biennale veneziana tra cui una con mostra personale nel 1909.
Si ricordano inoltre Beppe (Giuseppe) ed Emma Ciardi, due dei quattro figli dell'artista, che si dedicano egualmente alla pittura di paesaggio.