Appartamento di un amatore d’arte - Terzo piano (sale 39-43)

Con questo titolo nel giugno 1955 venne pubblicato un articolo sulla rivista Domus dedicato agli spazi dell’ultimo piano del corpo delle Dipendenze di Palazzo Rosso che l’architetto razionalista Franco Albini (1905-1977) aveva ristrutturato per farne l’abitazione dell’allora direttore dei Musei civici, Caterina Marcenaro (1906-1976), e per accogliervi le opere della sua personale raccolta d’arte. 
Nei tre ambienti di rappresentanza contigui e intercomunicanti - soggiorno, pranzo e camino - e nella camera da letto i pezzi antichi erano stati previsti come elementi di una composizione unitaria in cui erano inseriti con grande equilibrio anche elementi moderni come il camino e altri arredi disegnati dallo stesso Albini: si trattava di una commistione tra antico e moderno che sempre Domus definiva allora un carattere dell’architettura italiana di quegli anni. 
Scomparsa Caterina Marcenaro, le opere che le erano appartenute presero le vie che lei stessa aveva disposto, e l’appartamento venne utilizzato come abitazione ancora per qualche anno per essere poi trasformato in uffici. 

Nell’ambito del restauro di Palazzo Rosso del 2004 e di un più completo recupero del suo ruolo di dimora attraverso i più di tre secoli della sua storia, si è ritenuto opportuno ripristinare quegli spazi e restituirgli la loro dignità architettonica riproponendovi un arredo rievocativo delle scelte albiniane: per le opere antiche sono state selezionate quelle provenienti da acquisti, doni e legati di collezionisti del Novecento, facendo riferimento in particolare a Costantino Nigro (1894-1967), antiquario e mecenate genovese che di Caterina Marcenaro fu anche grande amico; mentre gli arredi moderni sono tutti esemplificazioni della qualità progettuale di Franco Albini.