Il Salotto Turco

Allestito dal capitano come altri salotti orientaleggianti europei, il Salotto Turco rappresenta il fascino per l’esotico di fine Ottocento.
Si tratta di una rievocazione romantica di un mondo nomadico mediorientale che affascinava l’Occidente dell’epoca, qui richiamato dal capitano attraverso oggetti e arredi provenienti da Cina, India, Giappone, Turchia, Persia…
Il Salotto Turco, come tutto il castello in continuo bilico tra neogotico ed esotico, diventa lo spazio in cui egli si diletta a sbizzarrirsi nella riproduzione dell’immagine occidentale di un mondo lontano e sconosciuto, tra narghilè, pipe per oppio e divanetti, intercalati a paurose armature, fiammeggianti scimitarre, vasi giapponesi e busti di africani. Una composizione che suggerisce una appropriazione dell’alterità per poterne godere “a salve”, senza mirare alla verosimiglianza della sua rappresentazione.