L'appartamento di Mazzini - secondo piano

E’ ricostruito lo studio di Mazzini, con la sua scrivania ed alcuni oggetti che gli appartennero (occhiali, portacarte, cassetta con l’occorrente per scrivere, scacchiera con pezzi e portapezzi).
Tra questi, la sua amatissima chitarra che portò con sé in esilio e con la quale, esperto di musica qual era, soleva accompagnarsi, e una pagina musicale intitolata “Canto delle mandriane bernesi”, ispirata a un canto di pastori, composta nel 1836 a Grenchen, nel cantone di Berna, durante il periodo dell’esilio svizzero.
Sul tavolo poggia un quaderno degli “zibaldoni”, cioè scritti e appunti autografi di Mazzini che risalgono al periodo giovanile.


La camera di Mazzini
Nella stanza dove nacque Mazzini, sono presentati cimeli appartenuti a Mazzini e da lui lasciati nelle case dei suoi amici genovesi, che lo ospitarono nei brevi soggiorni che, pur ricercato dalla polizia, fece nella nostra città. Sono inoltre esposti documenti della sua vita privata e edizioni dei suoi scritti principali.
La sala attigua comprende la sezione dedicata al giovane Mazzini, dalle prime esperienze carbonare alla Giovine Italia, che consente un approfondimento sul tema del giuramento mazziniano, quale   accordo fra individui liberi,  allo scopo fondare la nazione, intesa come “l’universalità degli Italiani, affratellati in un patto e viventi sotto una legge comune”. A corredo è stato realizzato un nuovo apparato didattico, grazie  al contributo dell’Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia