Sala Colombiana

La Sala Colombiana prende il nome dalla scultura marmorea della loggia a ponente: Colombo Giovinetto, eseguita da Giulio Monteverde nel 1872.
Principale area di rappresentanza della dimora, questa sala intende documentare, attraverso i volumi della sua biblioteca, alcuni degli ambiti in cui si è mosso il capitano d’Albertis, che spaziano dalla marineria all’esplorazione, dalla letteratura alla caccia, dalla cartografia all’archeologia, alla gnomonica, alle scienze naturali… Una vetrina allestita nello stile del “gabinetto di curiosità” o “camera delle meraviglie” con cui le collezioni extraeuropee erano esposte nel suo museo a piano terra del castello ospita campioni del regno vegetale affiancati a materiali etnografici, insieme a esemplari di minerali o animali, documentando un approccio ancora indistinto tra le scienze naturali, la geologia e l’antropologia e una propensione istintiva verso lo stupore e la meraviglia.


Biblioteca
La biblioteca del Capitano D’Albertis, fruibile nella Sala Colombiana, è composta oltre 1.300 volumi. Oltre ai libri scritti dal Capitano stesso, ci sono volumi di ogni genere, a conferma del suo carattere eclettico.
Il maggior numero di libri è di argomento marinaresco, di viaggio  o di storia, con particolare attenzione a Cristoforo Colombo e alle sue navi. Numerosi sono anche i libri di astronomia e di gnomonica,  ma ci sono anche trattati di architetturamedicina, romanzi, e persino volumi di occultismo.
Sono anche notevoli i volumi di Luigi Salvatore D’Asburgo, figlio di Leopoldo II di Toscana e grande amico del Capitano, e alcuni tomi del XVI secolo, di carattere religioso, che appartenevano all’Arcivescovo Gio Battista D’Albertis (1784-1862), prozio del Capitano.
La biblioteca è accessibile per consultazione su appuntamento.
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