Antonio Fontanesi

Fontanesi
Nascita: 
Reggio Emilia, 1818
Morte: 
Torino, 1882
L'artista compie il suo apprendistato a Reggio Emilia, come allievo di Prospero Minghetti, grazie al quale si specializza nell'esecuzione di paesaggi per decorazioni murali.
Nel 1847 si sposta a Torino attirato dal clima di vigilia patriottica; nel '48 infatti cerca di partecipare agli avvenimenti militari raggiungendo Genova e Milano e partecipando ad una breve esperienza garibaldina.
La ricerca di stimoli culturali, la romantica attrazione per l'impegno esistenziale e una ombrosa inquietudine che lo rese per tutta la vita preoccupato del suo futuro, fece di lui un nomade attraverso varie città europee.
Costretto per motivi politici a riparare in Svizzera, dal 1850 risiede a Ginevra dove inizia ad interessarsi all'incisione; attraverso il mercante d'arte Victor Branchard studia le opere dei paesaggisti francesi, che meglio apprezza durante la visita all'Esposizione Universale di Parigi del 1855.
Evidenti assonanze con le ricerche dei paesaggisti francesi si riconoscono nella sua produzione già a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta.
Nei paesaggi, la sua ricerca è orientata verso immagini di un quotidiano pacato e umile con inquadrature tradizionali nell'intenzione di dare piuttosto una interpretazione intimamente lirica del vero naturale sulla scorta di retaggi romantici ancora percepibili.
Nel 1857 l'artista raggiunge Genova dove incontra Tammar Luxoro attraverso il quale viene a contatto con artisti liguri e piemontesi.
Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta Fontanesi partecipa alle Promotrici Torinesi e, dal 1859 espone a Parigi, ottenendo riconoscimenti ufficiali a partire dal 1861.
A questo periodo si rivela ormai un artista maturo, capace di moderne e originali elaborazioni tecniche e iconografiche.
La preferenza per una pittura di tono più che di colore "crea talvolta effetti struggenti dal digradare, quasi dall'agonizzare della luce sul basso orizzonte.
Il ductus pittorico risulta però, sia nei grandi dipinti, sia nei bozzetti e negli studi, di grande libertà, di materica evidenza, di scrittura irruente, ardente di guizzi luminosi" (R. MAGGIO SERRA, Antonio Fontanesi in "Il secondo Ottocento. Le poetiche del vero", catalogo della mostra, Milano 1988, p. 322).
Ulteriori occasioni di arricchimento culturale sono offerte da un viaggio a Londra e nel 1867 a Firenze, dove approfondisce la conoscenza della pittura di macchia e dove esegue una serie di opere legate al lavoro dei campi.
Nel 1868 è nominato professore all'Accademia di Lucca e nell'anno successivo gli viene conferita la prima cattedra in Italia di Pittura di Paesaggio, all'Accademia Albertina di Torino.
Nel 1876 l'artista accetta di recarsi a Tokyo come insegnante di pittura; rientrato a Torino nel 1878 partecipa all'Esposizione Nazionale di Belle Arti del 1880 con il dipinto "Le Nubi" (Torino, Galleria d'Arte Moderna), considerato dalla critica attuale come uno dei suoi capolavori, ma allora non apprezzato dalla giuria.
La Galleria d' Arte Moderna di Torino possiede una quantità eccezionale di opere dell'artista: dipinti, studi, bozzetti, incisioni, disegni, acquisiti per lascito del poeta simbolista torinese Giovanni Camerana, nel 1905.