Armando Spadini

Spadini
Nascita: 
Firenze, 1883
Morte: 
Roma, 1925
Frequenta a Firenze le Scuole Professionali, poi i corsi di decorazione e ceramica all'Istituto d'arte, e in seguito la Scuola Libera del Nudo all'Accademia.
Si applica a lungo a copiare i dipinti dei musei acquisendo sicurezza nella rappresentazione, una sicura impostazione delle masse e una profonda cultura figurativa.
Allievo e collaboratore del pittore Adolfo De Carolis, si interessa agli artisti tedeschi presenti a Firenze in quel periodo: da Arnold Böcklin, a Johann Luca Von Hildebrandt, a Hans Von Mareés, anche se le sue prime opere rivelano una tendenza al realismo desunto dalla pittura dei tardi macchiaioli.
Nel 1901 ottiene un premio all'interno del Concorso Alinari per l'illustrazione della Divina Commedia; nel 1909 vince un pensionato artistico e si trasferisce a Roma con la famiglia.
La moglie e i figli da questo momento diventano soggetti preferiti dei numerosi ritratti, realizzati dall'artista accanto a dipinti che raffigurano la città e i suoi spazi verdi invasi da una luce chiara, colorata a seconda dei diversi momenti della giornata.
Nella sua pittura Spadini non prende in considerazione le novità delle avanguardie cubiste e futuriste o le nuove proposte della Metafisica, ma preferisce ritrovarsi nella corrente internazionale dell'"Impressionismo" novecentesco.
In linea con questo tipo di scelta, nel 1922 si accosta alle proposte della rivista "Valori Plastici", e ne condivide l'impegno nella difesa della tradizione italiana partecipando ad alcune esposizioni con gli artisti del gruppo.
Amante del lavoro e della vita domestica rifugge dalle occasioni mondane ed espone per la prima volta alla Casina Valadier a Roma nel 1918.
Nel 1924 la Biennale di Venezia gli dedica una intera sala e alla Prima Quadriennale Romana del 1931 viene organizzata una sua mostra retrospettiva.