Giacomo Favretto

Favretto
Nascita: 
Venezia, 1849
Morte: 
Venezia, 1887
Gli studi all'Accademia di Venezia sono un punto di partenza importante per comprendere la formazione dell'artista: attraverso il maestro Michelangelo Grigoletti si impossessa della tradizione ritrattistica veneziana settecentesca, da Napoleone Nani recupera l'interesse per la pittura di genere, da Pompeo Molmenti apprende un metodo pittorico di eccezionale accuratezza descrittiva e di insuperabile virtuosismo recuperato nella produzione iniziale.
Le prime opere di Favretto mostrano inoltre la sua adesione verso una pittura attenta al vero e agli effetti della luce; l'artista costruisce le composizioni con un rigoroso impianto spaziale e definisce con precisione figure e oggetti con un tocco pittorico solido e concreto.
Risalgono al 1877-78 alcuni dipinti di paesaggio in cui più evidenti si fanno i rimandi alla pittura macchiaiola, conosciuta grazie all'amicizia con Guglielmo Ciardi insieme al quale si reca a Parigi nel 1879, in occasione dell'Esposizione Universale.
Nella capitale francese, dove incomincia ad avere i primi successi, anziché cogliere le novità degli Impressionisti, Favretto si rivolge soprattutto alla facile pittura di genere di Mariano Fortuny e Jean-Louis-Ernest Meissonier.
Egli infatti inizia a reinterpretare i grandi temi della pittura veneziana del Seicento, di Tiepolo in modo particolare, con un linguaggio nuovo che si distingueva per vivacità cromatica e per una maggiore adesione al vero e alla vita della Venezia popolare: la tavolozza diventa chiara, il ductus pittorico più sciolto, il gusto per l'aneddoto ricorrente.
Il disegno, che nelle opere dei primi anni Ottanta dell'Ottocento definisce con precisione i contorni, nelle opere più tarde viene abbandonato per una maggiore fusione dei colori con l'atmosfera.
Pittore molto apprezzato dal pubblico coevo, Favretto, con le sue opere, influenza quasi una intera generazione di pittori formatisi a Venezia.
A partire dal 1887 tuttavia una grave malattia agli occhi gli fa perdere progressivamente la vista; contemporaneamente a Venezia una grande mostra personale decreta il suo successo.