Il complesso museale

Il Museo è accolto in un complesso conventuale agostiniano le cui origini risalgono al XIII secolo. Ne fa parte anche la chiesa, l’unica delle grandi chiese duecentesche genovesi integralmente conservata nel suo aspetto gotico. Ne è attualmente in corso la progettazione del restauro e della reintegrazione nel percorso museale, salvaguardandone però l’utilizzo anche come spazio a disposizione della città per spettacoli, conferenze, esposizioni temporanee.
Gli spazi museali propriamente detti sono invece i vasti ambienti conventuali, eretti attorno a due chiostri, di cui uno tardomedievale, di pianta triangolare, e uno quadrangolare, seicentesco. . Tutti sono stati restaurati e ristrutturati a opera dello studio Albini-Helg-Piva fra il 1977 e il 1992
Il Museo di Sant’Agostino è il principale museo di scultura della Liguria, l’unico che consenta al visitatore di compiere un percorso completo nel mondo della scultura genovese dall’alto Medioevo all’età moderna (con alcune suggestive digressioni verso l’ambito culturale francese, romano, lombardo, toscano). Le sue collezioni sono altresì ricche di affreschi staccati e di opere di pittura monumentale, che rendono la visita articolata, varia e ricca di rimandi incrociati. E’ stata inaugurata nel 2009 la Sezione di pittura, che accoglie opere su tavola che si datano dalla fine del duecento ai primi del Cinquecento. Coerentemente al concetto che informa tutto il percorso museale, la Sezione mette inoltre in colloquio le arti, ospitando anche opere di scultura in pietra e legno, maioliche, elementi di arredo.
Nel 2010 è stata inaugurata la Sezione di ceramica, dedicata essenzialmente – grazie al prezioso materiale esposto - a mostrare gli interscambi commerciali e culturali fra le sponde del Mediterraneo.
Fin dalla prima apertura, nel 1939, prima dei pesanti danni subiti nel corso della guerra, il Museo venne significativamente denominato “Museo di Architettura e Scultura Ligure” poiché molte delle opere conservate provengono dai principali edifici – in gran parte religiosi, fra i quali i due principali complessi monastici della città: San Francesco di Castelletto e San Domenico – che sono scomparsi nel corso dei secoli, pertanto la visita del Museo rimanda a spazi e strutture non più esistenti ma che sono stati fondamentali per la storia e la cultura genovesi.
Il Museo è pertanto una vera e propria “porta” per il centro storico di Genova, il più grande d’Europa.

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