Colombo al cinema, a teatro, nella letteratura e nei fumetti

Grande navigatore, scopritore dell'America, uomo audace e ambizioso, impegnato in un progetto ai limiti dell’impossibile che procede fra scoraggiamenti e rinnovate speranze, non sorprende che la figura carismatica di Colombo abbia ispirato, oltre a una vasta letteratura, anche il cinema, il teatro e perfino il fumetto. 

Sembra che la prima pellicola dedicata a Colombo sia stata realizzata nel 1922 da un regista ungherese, con le sequenze iniziali girate a Genova. Anche in area spagnola e italiana, a partire dagli anni quaranta, la figura del celebre esploratore ha ispirato diversi registi, ma nemmeno Hollywood si è sottratta al fascino esercitato da Colombo. Tuttavia il minimo comun denominatore del Colombo cinematografico, in tutte le sue declinazioni, sembra quello di non aver fortuna sullo schermo, come se fosse perseguitato da un destino avverso.
Nemmeno il teatro è sfuggito alla fascinazione esercitata dal personaggio di Colombo e dalla sua epica impresa. Tra i numerosi lavori dedicati a questo soggetto, ne citiamo due: il primo si situa temporalmente ad appena un secolo di distanza dagli eventi e condivide con essi il clima storico-religioso, mentre il secondo è un dramma novecentesco. Il grande drammaturgo spagnolo Lope de Vega scrive nel 1599 El Nuevo Mundo descubierto por Cristóbal Colón, che segue i preparativi del viaggio, la lunga e travagliata traversata oceanica e la conversione degli indigeni. Lope, oltre alla figura del grande navigatore, celebra nei suoi versi soprattutto la vittoria universale del cristianesimo. Passando al Novecento, lo scrittore cattolico francese Paul Claudel scrive nel 1927 Le Livre de Christophe Colomb, concepito come un’opera lirica e musicato da Darius Milhaud, in cui esalta l’impresa di Colombo e il trionfo della fede. 
In tono completamente diverso, il poeta romano Cesare Pascarella, autore di sonetti in dialetto romanesco, ne dedica addirittura 50 alla Scoperta dell’America, una raccolta poetica composta nel 1894. Pascarella narra con ironia briosa e popolaresca le tappe del famoso viaggio di Colombo, rendendo vicini e quasi quotidiani eventi lontani nel tempo, spogliandoli da quell’aura di solennità e di retorica con cui ce li hanno restituiti le cronache ufficiali.
Colombo è stato anche protagonista di fumetti. Ne citiamo uno molto insolito, che non si fa intimidire dalla statura del personaggio, anzi lo affronta con piglio ironico e dissacrante.  Si intitola Colombo (tragedia di un bighellone) ed è una storia a fumetti creata da Francesco Tullio Altan nel 1976. Il fumetto segue la vita di Colombo dalla nascita fino al viaggio verso le Americhe, mostrandoci un personaggio totalmente differente da quello consegnato dalle cronache ufficiali: grasso, sudato, dall’aspetto sgradevole. Alla fine scoprirà il nuovo continente andandogli letteralmente a sbattere contro. I nativi americani appaiono molto più colti e civili del navigatore genovese. I compagni di viaggio di Colombo, una volta giunti a terra, non esitano a usare la forza per farsi rivelare dagli abitanti dove si trova l'oro, peraltro senza successo. La storia si conclude con il ritorno di Colombo in patria dalla sua regina, a mani vuote, senza né oro né spezie.