Equipaggiamenti del Samurai

Fin dai mitici esordi della storia dell’arcipelago la spada giapponese (nihontō) ha profonde connotazioni spirituali e politico-religiose: con lo specchio (kagami, vetrina 2) e il gioiello ricurvo (magatama, vetrina 1), è infatti uno dei tre simboli del potere imperiale e della sua divina origine solare.
Possesso prezioso e altamente simbolico del samurai, la spada era emblema della sua privilegiata condizione sociale, simbolo della sua anima e della sua più intima identità d’uomo e di guerriero. I fabbri giapponesi erano depositari di una tradizione di forgiatura che risaliva all’antichità: le prime spade dell’epoca arcaica (jōkotō), provenienti dalle tombe a tumulo del Periodo Kofun (ca. 300-710), erano lunghe, diritte e ad un solo taglio (hira zukuri) e venivano portate appese al fianco sinistro col filo tagliente rivolto a terra; a questa tipologia appartennero anche le lame del Periodo Nara (645-793) e della prima parte del Periodo Heian (794-897).
L’epoca d’oro della spada antica (kotō), tra l’XI e il XV secolo, comprende i Periodi Fujiwara (898-1185) e Kamakura (1185-1392) e corrisponde alla comparsa e allo sviluppo della tachi, una lunga sciabola adatta al combattimento equestre, di linea lievemente curva e munita di tsuba - cioè di una coccia o disco paramano in ferro inserito tra il manico (tsuka) e la lama: questo elemento si manterrà da allora in avanti sostanzialmente inalterato. Accompagnata da una tachi corta (kodachi) o da una daga (tantō) impiegate nelle zuffe e nei corpo-a-corpo, la tachi risultò superata all’inizio del XV secolo e, col tempo, fu destinata a uso cerimoniale. Infatti all’inizio del Periodo Muromachi (1393-1572), con la tecnica del combattimento appiedato si diffuse e si affermò la katana, una sciabola più corta della tachi, che si portava infilata nella cintura con il taglio rivolto in alto: ciò consentiva di sguainare e vibrare il fendente con un solo movimento.
Presto la katana fu accompagnata da una seconda lama più corta, la wakizashi: le due lame costituirono da allora in poi la coppia codificata "lama lunga e corta" (daishō), il cui possesso fu riservato soltanto ai samurai da apposite leggi dell’inizio del XVII secolo. La terza e ultima epoca evolutiva, quella della nuova spada (shintō), si estese dal periodo Momoyama (1573-1603) al Periodo Edo (1603-1868): coincise con una prolungata epoca di pace che favorì lo sviluppo decorativo delle varie parti costituenti la montatura della spada, comprendente gli elementi del fornimento (kodōgu) e il fodero (saya). I guerrieri, impossibilitati dalla pace politica ad esercitare il loro mestiere, assorbiti da continui obblighi cerimoniali e di rappresentanza, concentrarono la loro attenzione sugli aspetti ornamentali della montatura e delle sue varie parti componenti: numerosissimi fabbri e cesellatori appartenenti a scuole e famiglie attive in varie regioni del Giappone produssero perciò opere sempre più raffinate, impiegando materiali preziosi e virtuosistiche tecniche decorative.