Forte Sperone


Per la sua posizione dominante, sulla cima del monte Peralto, lo Sperone era una delle fortificazioni più importanti della Piazza di Genova.
Sorge su tre baluardi delle Nuove Mura, vale a dire il Bastione Puin sulla val Bisagno, Punta dello Sperone verso nord e Torbella o della Poterna sulla val Polcevera (in questo si apre l'omonima Poterna).
Sembra che le prime notizie riguardanti una fortificazione al Peralto, chiamata Bastia o Bastida, risalgano al 1319.
Il Giustiniani, nei suoi annali, così scriveva: "E i guelfi ... in la cima del monte Peraldo avevano edificato una fortezza nominata il Castellazzo, incontra dei quali i ghibellini ad un tratto di balestra fecero una fortezza prima di legname e poi di pietre e di calcina, la qual fu domandata Bastia".


La posizione di quell'antica fortezza non è ben chiara; secondo fonti autorevoli era senz'altro ad una quota inferiore rispetto all'attuale. La prima notizia sicura, riguarda una somma di 7.400 lire stanziata nel 1530 dal Senato per una nuova Bastia del Peralto. Con l'edificazione delle Nuove Mura, le sue strutture furono probabilmente in esse assorbite.
A quell'epoca del Forte attuale non esisteva nulla.
Durante l'assedio del 1747 il Sicre disponeva l'erezione di un Cavaliere in gabbioni sul bastione nord, opera che veniva a trovarsi più alta rispetto le mura, aumentando così la potenza di fuoco dell'artiglieria. Nel settembre dello stesso anno furono appaltati ed intrapresi i lavori per l'edificazione di una caserma ed altre opere.
Una fonte ottocentesca, dopo aver consultato documenti d'archivio, asserisce che i disegni della caserma erano dell'ingegner Speroni; mal interpretando questa notizia, attualmente si afferma che quest'ultimo ha dato origine al nome della fortificazione.
In realtà "Sperone" compariva già in una pianta di Genova del 1723; il termine deriva, senza dubbio, dalla particolare forma del bastione settentrionale. Nel 1796 erano ancora in corso i lavori per il completamento della caserma ideata dal Sicre, contemporaneamente a lavori di ordinaria manutenzione. Nello stesso periodo la caserma fu ampliata con l'inserimento di due ali con tetto a falde, perpendicolari ad essa.


Porta o Poterna Sperone, durante l'assedio del 1800 fu chiusa per ordine del generale Massena perché "mal difesa e facile a sforzarsi". Questo era, originariamente, l'unico percorso d'accesso al Diamante ed ai Due Fratelli. Alla Poterna è legata la storia dell'inesistente passaggio segreto collegante il Forte con il Diamante.

La fortificazione attuale, frutto di progetti sabaudi, si articola su tre livelli paralleli: sul primo si apre l'accesso principale, sul secondo erano uffici e camere dei graduati; il terzo (quello più alto) è la parte più antica.
Il primo livello fu innalzato nel 1815. Alla sua metà s'inserì un monumentale portale d'ingresso con ponte levatoio. Sopra il portale fu posto lo stemma sabaudo, in marmo di Carrara. Intorno al 1820 iniziò la costruzione di una caserma bastionata parallela al primo fronte. Nel 1823 fu demolito il cavaliere. Dallo stesso anno l'antica caserma, demolendo i due corpi settecenteschi, fu ampliata con la costruzione di una nuova  ala verso levante, l'inserimento delle caratteristiche torri e la realizzazione di una seconda campata parallela alla prima. Infine venne realizzata la polveriera al centro del Bastione Puin. Nel 1830, sul terrazzo dell'antica caserma e sul secondo fronte bastionato, fu inserito un tetto a falde con copertura in ardesia, distrutto durante l'ultima guerra per asportarne i materiali.
Nel marzo 1849, durante i moti, il Forte era presidiato dalle truppe regie. Per ottenerne la consegna alla Guardia Nazionale, fu preso in ostaggio l'Intendente Generale; causa del rilascio sarebbe stata la cessione dei forti Begato e Sperone, i quali furono prontamente ceduti agli insorti. Con il peggiorare degli eventi in favore delle truppe piemontesi, iniziarono le diserzioni all'interno del complesso: gli uomini fuggivano calandosi con le funi dalle Mura. La resa del 10 aprile restituì l'opera alle autorità militari. La sera del 29 giugno 1857 fallì il tentativo d'impossessarsi del fortilizio da parte d'una quarantina di sostenitori delle idee mazziniane. Questi giunsero a sfiorarne le mura, ma un grido d'una sentinella diede l'allarme; gli assalitori quindi fuggirono.
Nell'ottobre 1862, per un breve periodo, vi furono rinchiusi alcuni prigionieri garibaldini. Nel 1887 vi erano di stanza 50 soldati del 26° Fanteria. Il 30 agosto di quell'anno, il tetto più alto andò distrutto a seguito di un incendio causato da un fulmine.
Il Forte fu utilizzato come prigione durante la guerra del 15-18.

  • Forte Sperone
  • Forte Sperone - foto storica
  • Forte Sperone - pianta