Francesco Maria Imperiale (1713)

Francesco Maria Imperiale (1713)
Gio. Maria Delle Piane detto il Mulinaretto (Genova, 1660 - Ponticelli d’Ongina, Piacenza, 1745)
Dipinto
Olio su tela, cm. 296 x 224 firmato e datato sul basamento della colonna:"Ser.Mo Franc.us M.A.Imperialis/Genue Dux Ac Corsice Rex/Jo M.A. Molinarettus Fecit/1714"
Dal 1947 nelle collezioni per donazione di Giuseppina Imperiale di Sant’Angelo
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco, inv. PB 444
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La figura così sontuosamente ritratta in questo dipinto è quella del nobile Francesco Maria Imperiale, eletto doge della Repubblica di Genova nel settembre del 1711 e qui ritratto nel 1713, nell’ultima fase della sua biennale carica.
Il pittore Gio. Maria Delle Piane detto il Mulinaretto si ispira, per l’occasione, al ritratto di Luigi XIV di Francia dipinto da Hyacinthe Rigaud nel 1701, ricalcandone il modello nei particolari dell’ambientazione, nell’aulica atmosfera, nella ricchezza della veste e nella regalità del manto: nell’abito dell’Imperiale predomina il rosso cremisi della marsina, delle calze e delle scarpe, rosso che contrasta con la mozzetta d’ermellino bianco e con il manto drappeggiato in damasco oro e argento. Rispetto all’autorevole modello, la cui conoscenza si era diffusa attraverso incisioni, più affabile e colloquiale appare l’atteggiamento del genovese, che con un gesto indica le insegne del suo potere, trono e corona, mentre un’aquila – che rimanda con evidenza allo stemma di famiglia – gli reca in volo lo scettro; sulla sinistra, la base della colonna reca data e firma del pittore e identifica l’effigiato nel “Genue dux ac Corsice rex”, sottolineando l’ufficialità del ritratto.
Certamente Mulinaretto guarda a Rigaud per l’intensa caratterizzazione psicologica del personaggio rappresentato e per il virtuosismo tecnico nella traduzione realistica delle stoffe e degli arredi: si noti la preziosità tattile della drappeggiata tenda dorata sopra il baldacchino, del panno di velluto scuro, quasi cangiante per effetto della luce trascorrente, che ricopre il tavolo sulla destra, e infine della passamaneria con nappe dorate che orna il trono. Una combinazione di elementi simbolici che esprimono, quali metafore collaudate del potere, l’intento di celebrazione personale e dinastica dell’Imperiale, nel momento in cui questi aveva raggiunto la massima carica della Repubblica e il più alto prestigio per sé e per la propria casata.