Galata Museo del Mare - approfondimento


All’inizio del percorso, dopo la sala di Cristoforo Colombo e l’armeria della Darsena, si può salire su una fedele ricostruzione di una Galea del ‘600 - in scala 1:1 - per scoprire la vita a bordo di schiavi, forzati e buonavoglia.

Si prosegue, al primo e secondo piano, tra preziosi Atlanti e Globi consultabili virtualmente, per arrivare ad affrontare una spettacolare tempesta in 4D a bordo di una scialuppa in balia delle onde e del vento, oppure timonare un brigantino-goletta dell’800. La sala nautica e un cantiere navale con la falegnameria portano infine all’ingresso in uno Yacht Club di fine ‘800, con i dipinti della Collezione Croce. Esposta anche la zattera originale dove Ambrogio Fogar e Mauro Mancini rimasero in balia delle onde per 74 giorni.

Il terzo piano è quasi interamente dedicato alla sezione permanente MEM Memoria e Migrazioni in cui, attraverso 40 postazioni multimediali e ricostruzioni d’ambiente, si racconta l’emigrazione italiana via mare, dall’imbarco e la traversata sulla nave all’arrivo in America,  fino alla recente immigrazione straniera verso l’Italia, presentata nell'allestimento rinnovato "Italiano, anch'io". Sempre qui la "scuola dei sommergibilisti" del Nazario Sauro prepara alla visita in mare del sottomarino, dove si scopre la vita straordinaria dell’equipaggio imbarcato.

Di recente è stata aperta, al quarto piano, la mostra permanente "T/n ANDREA DORIA. La  nave più bella del mondo", dedicata alla sfortunata vicenda del transatlantico degli anni '50 - simbolo dell'Italia risorta dalle macerie della guerra - affondato al largo delle coste nordamericane in una collisione con la nave svedese Stcokholm. Secondo lo stile del Galata viene proposta una Andrea Doria experience: ricostruzioni di ambienti della nave, tra cui la prora in scala 1:5 e un frammento di ponte di passeggiata inclinato a 30°, fanno vivere ai visitatori prima l'esperienza della vita a bordo tra lusso, glamour, VIP, avanguardia tecnologica. Poi la tragedia: gli attimi terribili della collisione, le vittime, gli scampati (quasi 1200), il valoroso coraggio dell'equipaggio, le polemiche.

Proseguendo lungo le rampe si giunge infine alla sorprendente terrazza Mirador, tra il cielo e il grande anfiteatro del porto e del centro storico di Genova.

Una proficua attività culturale e artistica si è sviluppata nel corso degli anni: il Parco Culturale del Mare che con la Carta del Mare raccoglie e mette in rete le buone pratiche realizzate in vari campi tra cui cultura, ambiente, accoglienza, lavoro; e ancora mostre d’arte, convegni, eventi, serate di gala.