Genova e il mare

Alla fine dell’XI secolo i genovesi, con l’ascesa al potere di un governo di tipo oligarchico, promuovono una sorta di rivoluzione politica e decidono di incrementare l’economia di mercato. Il comune saprà trasformare progressivamente la piccola Genova dell’alto Medioevo nel maggiore scalo portuale del Mediterraneo, aprendosi contemporaneamente in direzione orientale e occidentale. 

Dal Marocco alla Cina, dalle Fiandre all’oasi di Tuat nell’odierna Algeria, passando per il Mediterraneo orientale e il Mar Nero, i genovesi nel Medioevo organizzano una rete di insediamenti e di presenze operative, in direzione sia occidentale che orientale, promossi dalle grandi famiglie che guidano il governo della città. Questo sistema, che in linea di massima non è vincolato alla guerra, si articola in una complessa azione mercantile e finanziaria. Esso darà vita a un lungo e intenso scambio che va oltre l’ambito economico, esprimendosi in una sfera culturale più ampia, di cui restano importanti tracce nella lingua, nella fisionomia urbana e nelle tradizioni genovesi.
Nel corso del Medioevo l’Occidente europeo rappresenta per i genovesi uno sbocco proficuo e un’area privilegiata di investimenti delle proprie risorse, nella guerra e sul mare, nel commercio e nella finanza. Secondo una caratteristica formula, la famiglia-azienda genovese promuove una presenza e un’azione capillare dei suoi uomini, interagendo nei territori di interesse in modi diversi, a seconda delle caratteristiche politiche, economiche e sociali delle differenti aree europee. Tra i secoli XI e XV la forza crescente di questa presenza contribuisce a formare il nucleo originario della concezione di un Occidente dinamico, in continua espansione, come testimonia ad esempio il viaggio atlantico dei genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi nel 1291.
La presenza genovese sulle coste atlantiche risale alla fine dell’XI secolo e si rafforza nei due secoli successivi. Dall’azione combinata di genovesi e portoghesi prende avvio la grande epopea dei viaggi atlantici di scoperta che porterà gradualmente al controllo di Madeira, delle Azzorre, delle isole di Capoverde e, procedendo lungo la costa occidentale africana, giungerà nel 1487 fino al Capo Tormentoso, oggi Capo di Buona Speranza, preludio decisivo al viaggio in India di Vasco da Gama una decina di anni più tardi.
L’espansione dinamica di Genova verso occidente coinvolge naturalmente l’area ispanica. Il rapporto si configura in relazioni diversamente caratterizzate, dato il contesto particolare che racchiude entità cristiane e islamiche. La collaborazione in ambito mercantile è diretta essenzialmente verso la Spagna islamica, quella di carattere soprattutto finanziario e navale verso la Castiglia, mentre il contrasto è aperto nei confronti della corona di Aragona, rivale nei commerci mediterranei. In questa realtà dinamica si inserisce la vicenda di Colombo e del suo viaggio di scoperta.