I collezionisti

Il collezionista Lazzaro Gio Batta Frugone (Genova, 1860-1935) si dedicò al commercio della lana impiantando uno stabilimento per la lavatura alla foce del torrente Torbella a Rivarolo Ligure.
Secondo il fratello Luigi, che a pochi giorni dalla sua morte, su richiesta del Municipio genovese, ne tratteggiò una breve biografia destinata alla rivista "Genova":"...egli fu esempio di attività intelligente, ordinata e scrupolosa, dirigendo personalmente la sua azienda... uomo eccezionale ed esemplare di condotta come figlio, come sposo e come cittadino, schivo da qualsiasi ambizione ed esibizionismo...".
Accumulò una cospicua sostanza che destinò in parte agli Ospedali Civili di San Martino e in parte per arricchire il patrimonio artistico civico.
Le scelte di Lazzaro versarono su opere moderne, circa 150, generalmente di piccolo formato, che comprendevano anche una sezione di grafica e di incisioni. Scelte operate seguendo un gusto innato che, secondo il mercante FerruccioStefani, lo portavano sempre non all’oggetto più appariscente ma a quello più disadorno e indefinibile.


Luigi Frugone (Genova, 1862-1953) fu invece un commerciante di cereali - ideatore con gli imprenditori Erasmo Piaggio e Cesare Preve del marchio del Riso Gallo - che il lavoro costringeva a frequenti viaggi in Sud America, durante i quali probabilmente conobbe Ferruccio Stefani, a Parigi e a Londra.
Luigi fu più intraprendente rispetto al fratello, culturalmente più autonomo e disponibile a investire forti somme di denaro nell’acquisto di opere e nel 1924 ricevette una medaglia dalla direzione della Biennale di Venezia segno di gratitudine "per gli importanti e ripetuti acquisti".
Nel 1938 espose la sua raccolta, circa 250, tra pezzi antichi, arredi, sculture, oggetti e dipinti di artisti quali Boldini, Fattori, Troubezkoy, Fontanesi e De Nittis, accanto a quella del fratello, nelle sale del piano terreno di Palazzo Bianco: "migliaia di genovesi visitarono la Mostra e numerosi studiosi italiani espressero il loro compiacimento, chè ogni nuova Galleria d’arte dell’Ottocento non forma soltanto la gioia dei cittadini ma di tutti coloro che amano l’arte ed i buoni pittori". Queste le parole di Orlando Grosso, allora direttore dell’Ufficio Belle Arti del Municipio, che all’avvenimento dedicò un lungo saggio dalle pagine della rivista "Genova".

Ferruccio Stefani (1857-1928), gallerista-mercante e collezionista d’arte, fu il fornitore dei fratelli Frugone e il loro consigliere circa l’acquisto delle opere.
Fu lui a indirizzare il gusto dei due fratelli, a segnalare loro la comparsa di determinate opere sul mercato, a metterli direttamente in contatto con gli artisti, a suggerire visite a musei e letture di libri d’arte, oltre a fornire indicazioni sullo stile d’arredamento, sulla collocazione degli oggetti nelle loro dimore, ma soprattutto a mantenere i contatti con i fornitori.
Ferruccio Stefani fu sì un mercante, ma animato da una forte passione per l’arte, con un impegno promozionale nei confronti di manifestazioni quali la Biennale di Venezia, che lo spinse in prima persona verso l’acquisto di opere contemporanee.
La stessa passione animava la lettera indirizzata a G.B. Frugone nel 1924, nella quale enfatizzava con grande trasporto emotivo la decisione di Frugone di donare la sua raccolta alla città di Genova dopo la morte. La sua stessa collezione, valutata nel 1921 la somma di un milione duecentomila lire, formata da arredi, dipinti e sculture antiche e moderne, venne in gran parte venduta proprio ai fratelli Frugone.
Le collezioni dei fratelli Frugone vennero esposte nel 1938 a Palazzo Bianco e, poi, acquisito il lascito di Luigi nel 1953, vennero depositate nei locali dell’Accademia Ligustica di Belle Arti dove rimasero fino al 1982 quando, acquistata nel 1979 Villa Gimaldi Fassio, il Comune decise di trasferirvi le opere e di organizzare una prima esposizione, tra il 1984 e il 1985, dei dipinti e delle sculture solo della raccolta di Luigi Frugone.
Chiusa la villa per procedere, tra il 1988 e il 1989, al suo allestimento a museo permanente delle preziose collezioni, le opere furono ospitate presso la Galleria d’Arte Moderna di Villa Serra e il 21 marzo del 1993 venne infine inaugurato il museo delle Raccolte Frugone.

La lettera di Ferruccio Stefani a G.B. Frugone
"La di lei decisione - riguardo la Sua raccolta - insieme a quella già presa dal Sig. Oddi Ricci di Piacenza e a quella che prenderà il Sig. Luigi, mi riempie di orgoglio e fà che a mezzo Loro si realizzi quello che i miei mezzi non mi consentono. Io sono quindi Loro profondamente grato per tener riunite e per nobilmente destinare le mie cose al fine che avrei voluto darvi io, e se ho sempre eseguito del mio meglio gli incarichi che la Loro onorante fiducia mi ha dato finora, ancor più metterò impegno e piacere in quelli che mi dessero per l`avvenire. Verrò a Genova quante volte sia necessario perchè la sua bella collezione sia preparata a renderLe - il più tardi possibile - tutto l`onore che le spetta per la Sua generosa decisione. Non basta lasciar la Collezione al Museo: bisogna mettere qualche condizione perchè essa sia collocata in modo da mettere in evidenza, presso il visitatore, il suo giusto valore artistico, e di ciò, s`Ella me lo permetterà mi prenderò la libertà di sottoporLe qualche indicazione" (23/4/1924).