Il carro del sole con le stagioni

Il carro del sole con le stagioni
Domenico Piola (Genova, 1627 - Genova, 1703)
Dipinto
Olio su tela, cm. 300 x 437
Dal 1874 nelle collezioni per donazione di Maria Brignole - Sale De Ferrari, duchessa di Galliera
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso, inv. PR 33
Situato nella sala: 
Raccolta: Salone del sole
Prestiti: 
La raffigurazione di Apollo, colto nel suo palazzo mentre si accinge a guidare l’aureo “carro del sole”, è un motivo iconografico assai frequente nella decorazione delle residenze gentilizie tra Cinquecento e Settecento.
La fonte letteraria è costituita dalle Metamorfosi di Ovidio e l’allusione a identificare lo splendente dio con il committente dell’opera nonché il Palazzo del Sole con la dimora patrizia ben risponde alle esigenze di decorum e di autocelebrazione tanto cari alla classe dirigente del “secol d’oro”.
Il tema è affrontato da Piola in una trasposizione piuttosto letterale del testo ovidiano. Nel palazzo di Apollo vivono, oltre a Chronos, i Mesi, i Giorni, le Ore risolte nel dipinto come trasparenti figurette, in contrasto con la barocca ridondanza della composizione. Protagonista dell’incedere del Tempo sono, invece, le Stagioni, che si stringono intorno ad Apollo, rese con una felicità compositiva e cromatica che alterna toni cupi per le stagioni più fredde a quelli squillanti per quelle della prosperità dell’anno.
La Primavera apre la via al carro, coronata di fiori, colta nell’atto di spargere petali, identificabile anche con Aurora che, secondo la tradizione, precede il carro del sole. Irradiata di luce intensa, la figura di questa giovane donna, costituisce il trait d’union con la parte inferiore del quadro, dove trovano posto Autunno e Inverno.
Chiude la rassegna Estate, giovane donna che reca in mano i frutti della sua stagione, affiancata da un putto con un fascio di spighe.
Vero incipit del ciclo degli affreschi di Palazzo Rosso dello stesso Piola e di Gregorio De Ferrari, di cui anticipa i temi, questo dipinto non fu, tuttavia, eseguito per essere collocato nell’attuale sede e fu realizzato molto prima, negli anni quaranta, quando era assidua la collaborazione con il cognato Stefano Camogli, cui
venivano affidate le parti floreali, che anche in questo dipinto gli sono ascrivibili completamente.
Acquistato da Ridolfo Brignole - Sale nel 1679 per collocarlo nel salone, fu in quell’occasione ampliato dallo stesso Piola.