Il percorso espositivo

Dopo diversi riallestimenti, il museo si è focalizzato sul rapporto tra la riviera ligure e il mare. Attraversato il salone d’ingresso, l’ampio scalone conduce al piano nobile, sul quale si aprono gli accessi alle varie sale. 

 

 
Sala 1. Pegli picta 

E’ la prima, ma ultima ad essere stata inaugurata in ordine di tempo.
Qui, attraverso l’esposizione di acquerelli e stampe ottocentesche e novecentesche, viene descritto il contesto ameno del borgo di Pegli. Località di villeggiatura sin da tempi remoti, conservò faticosamente questa vocazione anche nell’epoca del vorticoso sviluppo industriale di Genova. Leggi di più...
 

 
Sala 2. Le colonie dei genovesi 

Un pannello offre una visione d’insieme dei principali insediamenti genovesi nel Mediterraneo e nel Mar Nero, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna. Oltre un centinaio sono le isole, i territori, le città o anche soltanto i loro quartieri, dove i genovesi vivevano e lavoravano. 
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Sala 3. Nuovi capitani e nuovi strumenti    

Nel corso del Settecento, lo sviluppo delle marine­rie militari – Inghilterra, Francia e Olanda soprattutto, ma anche Spagna, Russia e Svezia - prosegue con forza. E’ un processo complesso, dove interviene, in tutti i settori, un significativo contributo di razionalizzazione, di organizzazione e dove si avvertono le conseguenze della ricerca scientifica. Leggi di più....
 
Sala 4. I “marinisti”

Nella Genova marinara dell'Ottocento ci sono mestieri particolari, oggi scomparsi. Uno di questi è il "ritrattista di navi". Se ne trovano in ogni angolo del Mediterraneo: i Roux a Marsiglia, i Renault a Livorno, i Luzzo a Venezia, Cammillieri a Malta e Aristides Glikas in Grecia. A Genova Domenico Gavarrone è con Angelo Arpe il più importante e ricercato. Leggi di più....

 
Sala 5. La costruzione navale
 
Per fare un cantiere, nella Liguria e nell’Italia del secondo Ottocento, basta un tratto di arenile preso in concessione dal Demanio, una palizzata per cercare di impedire i furti e qualche tettoia. Lì un maestro d’ascia prende a giornata  le maestranze specializzate, dai disegnatori ai segantini, ai calafati. Su questa base si continuano a costruire navi in legno e a vela. Leggi di più....

 
Sala 6. La bottega del velaio

Il velaio era una professione la cui origine si perde nella notte dei tempi. Ogni vela veniva fabbricata in strisce (ferzi) tessute a telaio a partire da fibre vegetali (canapa, lino, cotone) e infine cucite a mano, finché non entrarono in uso le macchine. Ogni nave disponeva di vele di svariate forme e dimensioni, a seconda del tipo di alberatura. Leggi di più....


 
Sala 7. Lo scagno dell'armatore

Nell’epoca della vela capitano e armatore erano sovente la stessa persona, nella quale confluivano tutte le scelte – da quelle nautiche a quelle commerciali.
Quando i guadagni erano consistenti, il capitano-armatore reinvestiva gli utili incrementando la flotta. 
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Sala 8. La fine dell’epoca della vela

L'Ottocento fu il secolo in cui la vela, dopo una lunga evoluzione, raggiunse il suo apogeo. Gli ultimi grandi velieri erano costruiti in acciaio, e – grazie ai contenuti costi di gestione - continuarono a competere a lungo con i primi piroscafi, costosi e inaffidabili.
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