La cuoca (1559)

La cuoca  (1559)
Pieter Aertsen (Amsterdam, 1507/1508 - Amsterdam, 1575)
Dipinto
Olio su tavola, cm. 171 x 85, siglato e datato sul camino: “1559 P A”
Dal 1899 nelle collezioni per acquisto dalla Banca Popolare
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco, inv. PB 258
Prestiti: 
Si
Prestito opera: 
Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen
da 10/10/2015 a 17/01/2016
Pittore olandese, Pieter Aertsen ebbe la sua prima formazione ad Amsterdam, ma ben presto si trasferì ad Anversa, dove è attestato come Maestro della Gilda di San Luca, segno della sua piena integrazione nella comunità degli artisti in città.
Dopo un esordio tutto dedicato a temi religiosi, Aertsen maturò via via un interesse particolare per la rappresentazione della realtà quotidiana. Nelle sue opere i soggetti sacri lasciarono sempre più spazio alla descrizione di masserizie, orci, animali, personaggi dimessi, insomma di ciò che poteva costituire l’esperienza di ogni giorno per un suo contemporaneo con particolare predilezione per la rappresentazione dell’abbondanza di cui poteva godere la fiorente società mercantile delle Fiandre.
Aertsen fu in questo campo uno dei maestri che più contribuì all’affermazione della pittura di genere, che in Italia non aveva ancora trovato un interprete adeguato, ed era considerata un genere minore, in cui i grandi maestri generalmente non si cimentavano.
Alla minuziosa e abilissima descrizione dei particolari della composizione, dagli intarsi del maestoso camino che fa da sfondo alla scena, alle parti del corpo dei poveri polli infilzati, che stanno per essere cotti a puntino e destinati alla tavola del signore e dei suoi convitati, alle suppellettili da cucina, fa invece contrasto la statuaria figura della donna, la cuoca, che, immobile, volge lo sguardo verso un ipotetico spettatore, quasi a ribadire l’importanza e la dignità del suo ruolo.
L’inconsueto andamento verticale del dipinto si riscontra anche nell’analogo soggetto dell’artista ai Musei Reali di Bruxelles e proprio per via del formato risulta sia stato collocato fra due finestre, come recita l’inventario dei beni appartenuti a Gio. Agostino Balbi, morto nel 1621, “cucina antica per mettere tra balconi di Pietro Long” (nome con cui Aertsen era anche conosciuto). Questo nobile genovese, come del resto molti altri in quel periodo, dimorò ad Anversa dal 1595 al 1617 e qui, oltre a badare ai propri floridi affari, raccolse una collezione di pittura fiamminga, che poi riportò a Genova.