La scoperta e le imprese

Fin dall’XI secolo l’Europa ha identificato nel Mediterraneo un mare aperto, base di un’espansione sia verso oriente che verso occidente. In un primo tempo sono privilegiati gli itinerari marittimi e terrestri verso l’oriente vicino e lontano, fino in Cina, ma anche i territori africani più prossimi. In seguito, anche a causa della chiusura progressiva delle vie orientali, i Paesi europei rafforzano la spinta, già presente, verso occidente, oltre l’estrema area affacciata sull’Atlantico, fino alla realizzazione del grande viaggio di Colombo nel 1492.
 
In età medievale si era consapevoli dei tentativi precedenti di affrontare lo spazio oceanico, tanto è vero che le carte geografiche erano disseminate di isole leggendarie, fantastiche e talvolta paurose. Ma allora l’Atlantico era navigato solo in prossimità delle coste. La scoperta americana annulla l’immagine di un mare impraticabile.
Il sistema tolemaico poneva la terra al centro dell’universo. E’ questa la concezione dominante fino alla rivoluzione copernicana, nel Cinquecento, che in seguito troverà il suo perfezionamento nell’opera di Galileo e di Newton.
L’opera di Claudio Tolomeo, astronomo, matematico e geografo attivo nel II secolo d.C., conosce una vivace riscoperta nel Quattrocento. In particolare la Geografia dello studioso alessandrino sarà utile a Colombo per ricavare notizie importanti in vista dell’elaborazione del suo progetto. Il testo tolemaico contiene una descrizione generale della terra, con elenchi di località, dati di longitudine e latitudine, temi astronomici, notizie di carattere etnologico. Un’informazione di fondamentale importanza era la stima della grandezza della Terra, che farà apparire a Colombo meno tenebroso l’ignoto oceano occidentale.
Anche il cosmografo fiorentino Paolo Toscanelli fornsce un sostegno scientifico alla geniale intuizione di Colombo. Infatti lo studioso, in una lettera del 1474, si dichiarava favorevole all’idea che il re del Portogallo si interessasse a una via più breve per andare via mare alla “terra delle spezie” rispetto a quella seguita attraverso la Guinea. Toscanelli aveva anche disegnato una carta per mostrare questa rotta, con i dettagli utili a raggiungere l’oriente del gran Khan. Sembra che una copia di questa lettera sia giunta in mano a Colombo.     
Il 3 agosto 1492 Colombo parte da Palos, nella Spagna meridionale, con tre velieri, Niña, Pinta e Santa Maria, facendo rotta per le Isole Canarie. Dopo un viaggio durissimo, il 12 ottobre 1492 viene avvistata la terra: non si trattava dell'Asia, ma di un'isola dell'arcipelago delle Bahamas, battezzata da Colombo San Salvador. Le terre raggiunte non nascondevano tesori e la delusione della corte spagnola sarà cocente. Colombo, dopo essere approdato anche a Haiti (da lui chiamata Hispaniola), fa ritorno in Spagna nel marzo 1493, accolto comunque con grandi onori.
Negli anni successivi Colombo riparte altre tre volte per le Americhe nella speranza di trovare le ricchezze tanto agognate dai sovrani spagnoli. Ma il malcontento della corte, che aveva investito molto denaro per ottenere una gloria solo simbolica, e le accuse mosse allo stesso Colombo per la violenza e i disordini che dilagavano nei territori americani da lui amministrati, lo fanno finire addirittura in carcere. Liberato per intervento della regina Isabella, compie un ultimo viaggio, nel 1502, durante il quale costeggia l'attuale Honduras, e rientra in Spagna nel novembre 1504. Muore dimenticato da tutti a Valladolid il 20 maggio 1506.
Le ipotesi formulate da Colombo alla vigilia del suo viaggio si sono rivelate, alla prova dei fatti, errate. Infatti Colombo intendeva raggiungere l'Asia ‒ "le Indie", come allora venivano chiamate ‒ navigando verso occidente. Egli sperava così di scoprire la rotta più breve per l’Asia facendo vela per ponente. Ma si trattava di un viaggio impossibile da realizzare, perché in mezzo all'Oceano Atlantico si trovava un enorme continente di cui sia Colombo che i suoi contemporanei ignoravano l'esistenza. La scoperta dell'America, dunque, è dovuta al caso, e lo stesso Colombo ammetterà di avere scoperto un nuovo continente soltanto nel 1498, nel corso del suo terzo viaggio nelle Americhe. Ma nel frattempo in Europa si era diffusa la notizia della scoperta di nuove terre, anche se ancora non era chiaro in quale continente fossero collocate.
Uno degli elementi che hanno contribuito alla riuscita del progetto di Colombo è il ruolo svolto dalla Chiesa di Roma . In quest’epoca, infatti, l’espansione atlantica si colora di una vocazione evangelizzatrice, anche in funzione di contrappeso all’aggressività dell’Impero ottomano. Una serie di bolle pontificie testimonia l’attenzione del papato nei confronti delle monarchie che guidano il mondo cristiano lungo le rotte oceaniche. Colombo, fra l’altro, nasce mentre era papa Niccolò V, originario di Sarzana, in provincia di La Spezia.