La storia

La prima sede del Museo è nella villetta Di Negro, una palazzina già appartenuta al marchese Gian Carlo Di Negro, situata nel centro della città e nota ai genovesi come luogo di incontri di letterati e poeti. Il Comune l’acquista e l’affida a Doria con il compito di trasformarla in una struttura in grado di collocare e presentare al pubblico le raccolte.Queste sono inizialmente rappresentate dalle preziose collezioni zoologiche donate dallo stesso Doria, comprendenti esemplari rinvenuti durante i suoi viaggi in Persia (1863) e all’isola di Borneo (1865, insieme al botanico Odoardo Beccari), e da due importanti collezioni ereditate dal Comune: la raccolta geologica e paleontologica del marchese Lorenzo Pareto e quella malacologica del principe Oddone di Savoia. La successiva crescita delle collezioni, soprattutto zoologiche, avviene grazie ai numerosi viaggi di esplorazione promossi da Doria, sotto gli auspici della Società Geografica Italiana (di cui egli è per molti anni presidente). Le mete di questi viaggi sono l’Arcipelago Indo Malese, varie regioni dell’Asia, dell’Africa e del Sud America, e vi partecipano una serie di illustri studiosi che spesso diventano anche autori della descrizione di specie nuove. Si possono citare, tra i tanti, Luigi Maria D’Albertis, Leonardo Fea, Arturo Issel, Orazio Antinori, Odoardo Beccari.

L’affluenza di esemplari diviene nel tempo tale da non poter più essere contenuta dagli angusti spazi di villetta Di Negro, così viene decisa la costruzione di una nuova sede, anche in considerazione della fama acquisita dal Museo. Il progetto è affidato all’architetto Cordoni, il quale, insieme a Raffaello Gestro, prima di iniziare i lavori, visita i maggiori musei d’Europa.

L’inaugurazione dell’attuale sede avviene il 17 ottobre 1912, in occasione della riunione annuale della Società per il Progresso delle Scienze. Alla cerimonia, che vede affluire studiosi da tutto il mondo, non assiste però Giacomo Doria, da tempo costretto all’immobilità nella sua villa di Borzoli dalla malattia che lo conduce alla morte il 19 settembre 1913. Nella seduta pubblica del Consiglio Comunale del 25 novembre 1913 viene approvata la proposta di dare al Museo il nome del suo fondatore e di collocarvi un busto alla sua memoria.

Alla morte di Doria viene nominato direttore Raffaello Gestro, collaboratore e ricercatore del Museo fin dalla sua fondazione, che rimane in carica fino al 1934, lasciando un’ impronta rilevante della sua opera. Gli succedono nell’ordine: Oscar de Beaux, mammalogo (fino al 1947); Carlo Alzona, medico dedito agli studi di malacologia (fino al 1955); Enrico Tortonese, ittiologo e biologo marino (fino al 1976); Lilia Capocaccia Orsini, erpetologa (fino al 1996); Roberto Poggi, entomologo (fino al 2011); Giuliano Doria, erpetologo, dal 2011 ad oggi.