Loggia dei Mercanti

La Loggia dei Mercanti è costruita tra 1590 e 1595 da Andrea Vannone e Giovanni Ponzello, architetti al servizio della magistratura dei Padri del Comune.
Parte del finanziamento dell’operazione è ottenuta con la costruzione, e quindi la vendita o affitto, di botteghe sul lato opposto della strada.
Negli anni immediatamente successivi Taddeo Carlone e Daniele Casella completano le decorazioni esterne e interne dell’edificio.
Al centro della volta campeggiava lo stemma della Repubblica. Agli ultimi anni del secolo XVI risale l’affresco di Pietro Sorri nel lunettone della parete di fondo, raffigurante La vergine in trono coi santi Gio. Battista e Giorgio patroni della città.
La struttura della Loggia si è conservata sostanzialmente integra, ed è costituita da un unico grande spazio rettangolare (34 x 22 metri) con volta a padiglione sorretta da arcate a piena luce (cinque nel lato più lungo e tre nel più corto), impostate su slanciate colonne binate d’ordine dorico.
Gli archi e i colonnati dei lati verso piazza Senarega e San Luca sono ciechi; quelli prospicienti piazza e via Banchi, aperti in origine coerentemente alla funzione di “piazza coperta” propria dell’edificio, vennero chiusi con vetrate nel secolo XVIII.
L’antica carpenteria in legno della volta fu sostituita con una struttura in ferro in seguito all’incendio conseguente al bombardamento del novembre 1942.
In seguito al degrado in cui versava la struttura all’inizio dell’800, nel 1838 il Comune deliberò un intervento di ripristino, affidato all’architetto G. B. Resasco; l’anno seguente la Loggia fu ceduta alla Camera di Commercio.
Nell’occasione i fornici vennero chiusi interamente con vetrate; a questo periodo risale un intervento di Michele Canzio sulla pavimentazione.
Dal 1840 la Loggia divenne sede della Borsa di Genova: in realtà era solo un luogo di incontro per finanzieri e mercanti, visto che al suo interno non si svolse mai alcuna attività bancaria o di mediazione in cambi e merci.
Solo nel 1855, in seguito a un regio decreto firmato da Vittorio Emanuele II e da Cavour, fu ufficialmente istituita la Borsa di Genova, e decretata la sua sistemazione nella Loggia.
Nel 1863 venne inaugurato, al centro del salone, un monumento marmoreo dedicato allo statista, opera dello scultore Vincenzo Vela, di cui, in seguito al bombardamento del 1942, si salvò solo il frammento della testa, esposto fino al 1950 in Loggia, sopra una colonna di marmo, e oggi conservato nei depositi della Galleria d’Arte Moderna di Nervi.


La Loggia di Banchi rimase sede sia della Borsa Merci sia della Borsa Valori fino al 1912, quando quest’ultima fu trasferita nel nuovo palazzo in piazza De Ferrari.
La Loggia continuò comunque a essere sede di transazioni mercantili fino alla drammatica interruzione del 1942.
Il restauro dell’edificio fu deliberato nel 1945, a guerra appena conclusa; nel 1950 vennero riprese al suo interno le attività di Borsa Merci, che continuarono fino al 1985.
In seguito, tornata sotto la diretta gestione comunale, divenne sede di manifestazioni culturali e mostre.
Negli anni Novanta vennero qui collocate, a scopo conservativo, alcune seicentesche statue di benefattori provenienti dal distrutto Ospedale di Pammatone, sito in Portoria.