Noli me tangere (circa 1690)

Noli me tangere (circa 1690)
Gregorio De Ferrari (Genova, 1647 - Genova, 1726)
Dipinto
Olio su tela, cm. 130 x 100
Dal 1913 nelle collezioni per legato di Carlotta Ageno De Simoni
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco, inv. PB 1619
Prestiti: 
Si
Prestito opera: 
Museo Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto
da 04/09/2016 a 08/01/2017
Firenze - Palazzo Pitti
da 30/09/2011 a 09/01/2012
Mostra: "La bella Italia. Arte e identità delle città capitali"
Torino, Reggia di Venaria Reale
da 17/03/2011 a 11/09/2011
Mostra: "La bella Italia. Arte e identità delle città capitali" 
La cifra stilistica di Gregorio De Ferrari si rivela con particolare eleganza e raffinatezza in questo splendido dipinto, che può essere datato intorno al 1690. L’artista ha rispettato l’iconografia più tradizionale per raffigurare quest’episodio del Vangelo di Giovanni, che narra il momento in cui, dopo la Resurrezione, Gesù incontra presso il sepolcro laMaddalena che lo stava piangendo e rifiuta l’abbraccio della donna, che vorrebbe trattenerlo. Il soggetto sacro, privato del suo carattere solenne e miracoloso, viene proposto in una nuova chiave mondana e sensuale, che trasforma l’incontro tra Gesù e la Maddalena in un momento spensierato e quasi galante; un’interpretazione distante dai modelli fissati dalla tradizionale iconografia della Controriforma. Cristo è colto in una posa elegante e artificiosa, armonizzata all’andamento obliquo della composizione; al gesto della mano della Maddalena fa riscontro quello di Cristo, mentre il fitto panneggio dell’abito di lei corrisponde al vaporoso manto di lui.
In quest’opera, che prelude agli esiti del rococò, l’artista rivela quanto la sua maniera sia stata condizionata dall’esempio di Correggio, con il modellato dolce e morbido e il delicato tonalismo del paesaggio giocato su una tavolozza che privilegia le tinte pastello. La tela ha pure un pendant – anch’esso nei Musei di Strada Nuova – raffigurante Tobia e l’angelo, realizzato da suo figlio Lorenzo.