Novità dal Nuovo Mondo

Dalle pagine del diario di bordo scritto da Colombo durante il primo dei suoi viaggi scaturisce l’immaginario europeo sul Nuovo Mondo. Descrivendo con entusiasmo l’impatto con luoghi e genti sconosciuti, il grande esploratore intreccia mirabilia, cioè cose meravigliose, paurose o fantastiche, attinte dalla sua cultura d’origine, con l’esperienza diretta dell’incontro con gli uomini e la natura del nuovo continente.  "Credo che in quel luogo sia il paradiso terrestre, dove nessuno può giungere se non per volontà divina".
 
Nei racconti del diario di Colombo sfilano amazzoni e cannibali, indigeni nudi talvolta pacifici e talvolta aggressivi, scenari sempre in bilico fra realtà e immaginazione. La fondamentale ricerca dell’oro si mescola alla scoperta dell’esistenza di nuove realtà naturali, animali e vegetali. Dal Nuovo Mondo arriveranno in Europa il pomodoro, il mais, la patata, il tabacco, i fagioli, l’ananas, il peperoncino, la papaia, le arachidi, il cacao, ma anche animali in precedenza sconosciuti come il tacchino. Questo movimento, tuttavia, non è unilaterale: infatti dal Vecchio al Nuovo Mondo approderanno, con gli animali domestici, il frumento, i ceci, il caffè, la canna da zucchero, la vite, l’orzo e gli ortaggi. 
L’inarrestabile flusso di generi alimentari e di animali utili al lavoro e al nutrimento prende il via nell’arco di pochi decenni dalla scoperta di Colombo. Il sistema di vita, l’economia, la salute, il costume, la moda, i consumi dei popoli del tempo vengono radicalmente modificati dalla scoperta del nuovo continente.
Il mais viene portato per la prima volta in Europa dallo stesso Colombo, e fin dalla prima metà del Cinquecento si diffonde un po’ dovunque nel nostro continente, risolvendo pressanti problemi di nutrizione, causati soprattutto dalle carestie ricorrenti. I tempi dell’affermazione di molti di questi alimenti vegetali importati sono stati assai diversi fra loro. Come per il mais, è rapida anche la diffusione dei fagioli, mentre molto più lenta è stata quella della coltura del pomodoro e della patata. Fino alla fine del Settecento il pomodoro è usato come pianta ornamentale, mentre la patata si diffonde già nella seconda metà del Seicento in alcuni Paesi flagellati da ricorrenti carestie, come la Polonia, l’Irlanda, la Prussia.
Per quanto riguarda il cacao, a cui gli aztechi attribuivano la capacità di dare forza e vigore, a partire dal primo decennio del Seicento arriva in Europa attraverso i Paesi Bassi, che ancora fanno parte dell’impero spagnolo. Amsterdam è la prima base del mercato del cioccolato che si diffonde dal Nord al Sud del continente. 
A Cuba Colombo e i suoi uomini osservano con stupore che gli uomini "respirano la brace", cioè fumano tabacco. Il tabacco è coltivato in Spagna già dalla metà del Cinquecento e in seguito si diffonde in tutta Europa e nel resto del mondo, diventando in un primo tempo sigaro o essendo ridotto in polvere fine per essere fiutato.
Un ultimo accenno alle spezie, che erano state protagoniste per secoli degli scambi commerciali tra l’Europa e l’Oriente. Nel continente americano, fin dai primi viaggi di Colombo, si individuano non pochi “surrogati”, accettabili, del pepe, primo fra tutti il peperoncino. Nel Cinquecento i viaggi dei portoghesi infliggono un duro colpo ai traffici dei mercanti arabo-ottomani: la quantità crescente delle spezie, infatti, ne abbatte il prezzo, mentre la domanda si riduce anche in seguito ai cambiamenti nelle abitudini alimentari degli europei.