Paesaggio sacro nordamericano

Abituati da 150 anni ad essere esposti a foto di Indiani quali guerrieri indomabili e spietati che cavalcano nelle pianure, in qualità di "stregoni" che cantano e danzano in rituali di guarigione o di capi guerrieri in posa tra gli accampamenti di tende coniche, un primo sguardo alle foto di Douglas Beasley può lasciarci spaesati dinnanzi a un paesaggio disabitato, e vederci annaspare alla ricerca dei ricorrenti punti di riferimento che, per effetto della cinematografia hollywoodiana, diamo per scontati ed assegniamo in modo automatico ad una figura stereotipata che non abbiamo mai messo in discussione e non abbiamo mai colto nella sua complessità e profondità culturale, spirituale e spazio-temporale.
Douglas Beasley, infatti ha operato una scelta: nelle immagini che fanno parte del progetto Sacred Sites of the Lakota Indians in the Blackhills and Badlands of South Dakota, da cui provengono la maggior parte delle foto in mostra, troviamo "soltanto" luoghi naturali, come montagne, alberi, cieli, oppure vento, temporali o luoghi di preghiera o di contatto con gli spiriti quali i cerchi della medicina, capanne sudatorie, pezzi di stoffa o bandiere annodati ai rami degli alberi...
Fotografando montagne e alberi, rocce e strade, Douglas Beasley ha scelto di onorare gli Indiani nordamericani fotografando quanto a loro è più sacro e quanto maggiormente esprime i loro valori e la loro spiritualità: un paesaggio che è sacro perche vi sono vissuti gli antenati, perché è stato consegnato loro dagli antenati e soprattutto perché rappresenta gli antenati stessi.


Biografia Douglas Beasley.  Dopo la laurea (BFA) presso la University of Michigan, Ann Arbor, dove studia anche religioni orientali e la cultura dei nativi americani, lavora per diversi anni per alcuni importanti studi fotografici commerciali come assistente fotografo ed in camera oscura.
Questo lo aiuta a sviluppare una attenzione per il dettaglio e la competenza tecnica, ma non colma il suo desiderio di esplorare l’espressione artistica. Si trasferisce così a Minneapolis dove apre uno studio fotografico che lo porta negli anni a lavorare su progetti commerciali per la pubblica istruzione ed il servizio pubblico, e per associazioni non a scopo di lucro in giro per gli Stati Uniti. Attualmente lavora su progetti commerciali fine-art in tutto il mondo.
Molti dei suoi progetti personali, compreso Sacred Sites of the Lakota, Dissapearing Green Space, Silent Witness: Genocide of the Landscape, Earth Meets Spirit sono supportati da fondi privati e pubblici e da borse di studio come il Minnesota Center for Photography, il McKnight Fellowship e la Jerome Foundation Artists Grants.
Le sue fotografie sono state ampiamente esposte, collezionate, pubblicate a livello internazionale e sono presenti in numerose riviste come Zoom, The Sun, B&W, PDN e PhotoVision.
Il suo primo libro: "Japan; A Nisei’s First Encounter", ci permette di comprendere il suo primo viaggio nella patria di sua madre, il Giappone. _ Il suo secondo libro "Earth meets Spirit" basato sulla sua personale visione del paesaggio sacro, uscirà alla fine del 2010, mentre l’uscita del libro "Zen & the Art of Photography" è prevista per fine 2011.
Come fondatore e direttore di Vision Quest Photo Workshops, Beasley sottolinea l’espressione personale e la visione creativa attraverso l’uso della fotocamera.
I suoi workshop sono tenuti in luoghi come Santa Fe (New Mexico), nel Maine, New York, Hawaii, Guatemala, Perù, Giappone, Cina, Italia, Kenya, Bali ed al Trade River Retreat Center nel nord-ovest del Wisconsin.