Pifferaio

Pifferaio
Bernardo Strozzi detto il Cappuccino (Genova, 1581/1582 - Venezia, 1644)
Dipinto
Olio su tela, cm. 73,2 x 61,5
Dal 1874 nelle collezioni per donazione di Maria Brignole - Sale De Ferrari, duchessa di Galliera
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso, inv. PR 56
Situato nella sala: 
Prestiti: 
Si
Prestito opera: 
Toulouse, Musée des Augustins
da 21/11/2015 a 06/03/2016
La principale caratteristica di questo dipinto, quasi emblematico dell’arte di Bernardo Strozzi, è la cromia che, insieme alla tecnica pittorica e alla scelta del soggetto di genere, lo riconduce ad una matrice fiamminga. Delle redazioni genovesi di questo tipo di soggetto, quella di Palazzo Rosso è certamente la più celebre, forse anche perché nota da più tempo, dato che la collezione Brignole-Sale era visitata da viaggiatori, eruditi e conoscitori fin dal XVIII secolo. Gli anni 1624-1625 risultano il momento più credibile per l’esecuzione dell’opera, che introduce ad un soggetto "di genere", di cui La cuoca, di poco posteriore, sarà l’esempio più significativo nella produzione di Strozzi.
La tela è documentata a Palazzo Rosso dal 1684, fra i beni di Gio.Francesco I Brignole-Sale (1643-1694). La sistemazione della quadreria sulle pareti dell’appartamento al secondo piano nobile comportò un ingrandimento della tela che permase fino al 1959, quando fu riportata alle dimensioni originali, oltrechè restaurata. Nel 1995 si è proceduto ad una nuova verniciatura e ad analisi riflettografiche che hanno dimostrato come il piffero abbozzato inizialmente risultasse un po’ più corto: l’allungamento sembrerebbe più che altro giustificato dall’intento di ottenere una maggiore profondità di campo.