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Sala 1. Pegli picta

Sala 1 Pegli picta: dipinti su Pegli

...Genova, stretta tra le aree cantieristiche di Sestri e Prà-Voltri.
E’ ricca, varia, intrigante l’immagine che le opere della sezione locale dell’Azienda Autonoma di Soggiorno restituiscono a proposito di Pegli nell’arco di un secolo. Sostanzialmente romantiche quelle che l’incisore Hubert Clerget di Digione (1818-1889) e il pittore torinese Francesco Gonin (1808-1889) - seppero interpretare in litografie di grande finezza esecutiva. Il primo, accentuando i toni pittoreschi degli scorci attraverso contrasti di colori più marcati, appena drammatizzati o scaldati dalle luci di tramonti dorati; il secondo, avvolgendo le vedute in una fine e partecipata atmosfera ancora legata alle cromie del vedutismo neoclassico.
Anche Aurelio Craffonara (Gallarate 1875-Genova 1945) dedica alle architetture e ai luoghi dei parchi di Villa Durazzo Pallavicini e di Villa Doria alcuni acquerelli databili alla metà degli anni Trenta del Novecento. La sua capacità - assimilabile a vero e proprio virtuosismo - nell’uso della difficile tecnica dell’acquerello consente oggi di apprezzare alcuni fogli d’indubbia qualità e freschezza: vedute smaglianti, grondanti di luce, giocate su delicate gamme cromatiche omogenee di colori caldi e freddi. Il postimpressionismo dei suoi acquerelli mantiene sempre una sottile e malinconica vena simbolista nella scelta delle inquadrature - scuri “sipari” di vegetazione che si aprono per offrire luminosi scorci di padiglioni - retaggio della formazione dell’artista con pittori e scultori come Plinio Nomellini, Edoardo De Albertis, Dario Bardinero, Luigi De Servi, di cui fu amico e solidale compagno di esperienze nell’intenso dibattito culturale decadente di fine secolo.
Non meno importante, nella storia della pittura ad acquerello, è Aldo Raimondi (Roma 1902-Erba 1998), che fu brillante docente di quella tecnica all’Accademia di Brera. Il sapore del pieno Novecento si gusta nella veduta intitolata Bagnanti in spiaggia, succosa istantanea di una giornata estiva raccontata con intento illustrativo da copertina della “Domenica del Corriere”, con ricchezza di “tipi” e una tavolozza festosa e piena di luce, contraddistinta da smaltate tinte “caramellate” e inediti tagli prospettici.
 
Nella medesima sala il grande dipinto della Corsica di Gerolamo Bordone, introduce al tema delle colonie, insediamenti commerciali disseminati in tutto il Mediterraneo e Mar Nero, definite “le altre Genova” per le affinità urbanistiche e architettoniche con la madrepatria, nonché per la loro relativa autonomia.