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Sala 3. Nuovi capitani e nuovi strumenti

Sala 3 Modelli e dipinti di velieriIn questo senso, il Settecento è un secolo crucialei: idrografia e navigazione assumono una notevole importan­za rispetto al passato e segnano progressi sostan­ziali. Si pensi alla ricerca della longitudine, ad esempio, che trasforma completamente la scienza della navigazione, arrivando finalmente alla possi­bilità di identificare in maniera pressoché esatta il proprio punto nave a partire dall'osservazione delle stelle.
Il progresso scientifico è strettamente dipendente da quello tecnologico: vengono messi a punto congegni meccanici che permettono il funzionamento di strumentazioni nemmeno immaginabili nel secolo precedente. Il cronometro marino, l'ottante, i cannocchiali sono i prodotti di que­sta nuova stagione della marineria.

Questo processo riguarderà profondamente gli uomini che sono alla base dell'organizzazione marittima: i capitani e gli ufficiali di marina ven­gono chiamati - nell'ambito di una nuova disciplina collettiva, di cui sono il fulcro - a tra­sformarsi. Quelli che prima erano soprattutto "soldati", o "veterani di navigazione", devono diventare tecnici e scienziati, con ampie com­petenze in campi diversi. A partire dai naviga­tori inglesi (e si potrebbe dare, in questo senso, una chiave di lettura particolare a figure come Cook - l'esploratore - o come Bligh, il protago­nista dell'ammunitamento del Bounty), questo cambiamento poi coinvolgerà tutti gli uomini di mare, genovesi compresi.