San Sebastiano

San Sebastiano
Guido Reni (Bologna, 1575 - Bologna, 1642)
Dipinto
Olio su tela, cm. 127 x 92
Dal 1874 nelle collezioni per donazione di Maria Brignole - Sale De Ferrari, duchessa di Galliera
Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso, inv. PR 77
Situato nella sala: 
Prestiti: 
Si
Prestito opera: 
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
da 14/10/2017 a 07/01/2018
Parigi, Petit Palais
da 28/09/2016 a 15/01/2017
Rimini, Castel Sismondo
da 21/01/2012 a 03/06/2012
Per la mostra: "Da Vermeer a Kandinsky"
Caldarola (Macerata) - Palazzo dei Cardinali Pallotta
da 30/05/2009 a 12/11/2009
Reni, così celebre ai suoi tempi da essere appellato col solo nome di battesimo, Guido, spesso preceduto dall’oltremodo encomiastico aggettivo “divino”, dopo una formazione avvenuta in patria, a partire dai venticinque anni ebbe frequenti e lunghi soggiorni a Roma, dove fu assai apprezzato dalla famiglia del papa e da altri membri della corte pontificia. Anche questa tela, dove è rappresentato san Sebastiano, che secondo la tradizione fu un soldato romano originario della Gallia martirizzato al tempo di Diocleziano, deve essere frutto di quel genere di commissioni, poiché oltre all’alta qualità pittorica, recenti analisi hanno dimostrato aggiunga una pregiata realizzazione, dato che per il blu del cielo è stato largamente usato il lapislazzulo, tanto costoso da essere in genere fornito o pagato a parte dal committente.
L’immagine, rispondendo agli ideali classici della poetica di Reni, non mostra il corpo di un martire sfregiato dai dardi e percorso da rivi di sangue, ma quello idealizzato di un giovane dalla bellezza decisamente venata di sensualità.
Databile intorno al 1615, la tela ebbe grande successo, tanto che il cardinal Borghese ne volle un’analoga versione, frutto almeno in buona parte della bottega dell’artista, e oggi conservata presso la Pinacoteca Capitolina. Reni successivamente deve essere ritornato su questo soggetto, riproponendolo con diverse varianti: di quest’altro tipo si conoscono repliche in diversi musei del mondo (Louvre, Prado, Dulwich Picture Gallery), ma nessuna raggiunge la qualità di questa, finita nella collezione Brignole - Sale già prima della fine del Seicento.