Storia del palazzo

Nel 1580, alla morte di Luca, un suo omonimo acquisì la proprietà ed effettuò nuovi lavori, ma l’immobile rimase piuttosto modesto, tanto che Rubens non lo annoverò fra i palazzi da lui studiati e fatti oggetto di rilievi, confluiti nella pubblicazione dedicata alle dimore più grandiose di Genova nel 1622. Le due statue di Giove e Giano, opera di Pierre Franqueville (1585), sono oggi l’unico elemento visibile di quella originaria dimora. Dopo il 1658 la proprietà del palazzo passò alla famiglia De Franchi e, nel 1711, venne ceduta dagli indebitati eredi di Federico De Franchi a Maria Durazzo Brignole-Sale, loro principale creditrice. Nel 1712 Giacomo Viano avviò la completa ricostruzione dell’edificio, orientandone la fronte su Strada Nuova, della quale costituì il compimento. La decorazione esterna in stucco fu realizzata, fra il 1714 e il 1716, da Taddeo Cantone, che eseguì anche quella dei cornicioni interni di alcuni salotti; altri quattro ambienti furono invece arricchiti da ornati in stucco ad opera di Antonio Maria Muttone fra 1715 e 1716.

Come stabilito da Maria Durazzo Brignole-Sale, Palazzo Rosso, dimora di famiglia, fu ereditato, indiviso, dal nipote primogenito Gio.Francesco II, mentre il rinnovato palazzo (denominato da allora "Bianco" per contrasto con l’altro e per il colore chiaro dei paramenti esterni) andò al secondogenito Gio.Giacomo, che nel 1736 lo trasmise all’ultimo dei fratelli, Giuseppe Maria. Questi vi fece eseguire da Pietro Cantone, nel 1762, lavori di ristrutturazione interna. Morto Giuseppe Maria nel 1769 senza eredi maschi, il Palazzo pervenne al nipote Anton Giulio III, che già possedeva il Rosso e che affittò il Bianco al marchese Carlo Cambiaso. A partire da quest’ultimo si susseguono nella dimora una serie di affittuari-collezionisti, che, fra il Settecento e l’Ottocento, arricchirono Palazzo Bianco di ricche raccolte artistiche, descritte nelle guide dell’epoca poiché accessibili al pubblico degli amateurs e dei viaggiatori colti.

Maria Brignole-Sale De Ferrari, duchessa di Galliera, assegnò per testamento nel 1884 al Comune il Palazzo Bianco, unitamente a un notevole nucleo di opere antiche e moderne e a rendite immobiliari destinate a incrementarne il patrimonio artistico. La storia del Palazzo, da questo momento, si intreccia con la storia della formazione dei musei civici genovesi, di cui diviene il fulcro.