Villa Saluzzo Serra

Nel 1919 la villa venne acquistata dall’ingegnere Carlo Barabino e nel luglio del 1927 Villa Saluzzo Serra, insieme alla contigua Villa Gropallo, fu comperata dal Comune di Genova che unì i parchi delle due proprietà e li aprì al pubblico in un unico percorso progettato per raggiungere, attraverso un passaggio sotto la ferrovia, anche alla passeggiata a mare sulla scogliera di Nervi. Il 16 dicembre 1928 si inaugurò in Villa Saluzzo Serra la nuova sede della Galleria d’Arte Moderna, fino a quel momento in parte ospitata dal 1892 in alcuni spazi espositivi della Galleria di Palazzo Bianco e dal 29 dicembre 1919 in tre sale del piano terreno di Palazzo Rosso.

Traslocate tutte le opere nel maggio 1943 a Voltaggio, un paese dell’entroterra ligure, per preservarle dai bombardamenti, il museo riaprì i battenti il 24 luglio del 1946 con una nuova sistemazione delle opere, per chiudere nuovamente nel luglio 1989 in attesa di un progetto integrale di restauro e risanamento dell’antico edificio e delle dipendenza (la cappella, la serra e le scuderie), nonché di riallestimento delle collezioni, sulla scorta di più aggiornati criteri tecnologici e scientifici. Nella prospettiva delle celebrazioni del 2004, che avrebbero visto Genova come Capitale Europea della Cultura, il Comune di Genova ripensava tutto il sistema museale civico, assumendo il complesso dei musei di Nervi - la Galleria d’Arte Moderna con la Collezione Wolfson, le Raccolte Frugone in villa Grimaldi Fassio, il museo Giannettino Luxoro in Villa Luxoro -, e dei parchi storici, come una nodale strategica risorsa di valorizzazione del territorio a Levante della città, storicamente vocato al turismo.

Nel 1999 si attribuì quindi l’incarico per il nuovo progetto a uno staff di professionisti, all’interno del quale gli architetti Emanuela Brignone Cattaneo ed Enrico Pinna definivano l’attuale sistemazione, inaugurata il 12 novembre 2004, in un dialettico rapporto tra gli spazi dell’antica villa, le collezioni e il lussureggiante ambiente esterno. Particolare significato, in una logica di conservazione delle strutture murarie della villa, assume il sofisticato sistema di contropareti mobili in cartongesso che nascondono le macchine dell’impianto di controllo del microclima del museo addossate ai muri delle sale.