Depositi - "Galleria secondaria"

Le diciotto sale del deposito riaperte al pubblico: duecentoventiquattro dipinti tutti da vedere

Quando la Galleria di Palazzo Bianco fu inaugurata, nel 1950, fece scalpore. Non solo per la modernità innovativa del suo allestimento, ma anche per la cura con cui, insieme ai due piani della galleria vera e propria, erano stati pensati da Caterina Marcenaro e progettati da Franco Albini, anche i depositi: fatti non per nascondere le opere, ma per conservarle e renderle visibili al pubblico degli studiosi, degli appassionati, dei turisti e dei curiosi.
Palazzo Bianco possiede un ampio spazio dedicato ai depositi, esteso quanto un piano dell’edificio, collocato nel mezzanino superiore.
I quadri sono presentati con lo stesso criterio adottato in Galleria, ovviamente con una disposizione più fitta, che si avvale anche di paratìe al centro delle sale a cui sono fissate altre opere, per aumentare lo spazio disponibile. È stato concepito per essere visitabile, per fungere da Galleria secondaria , da "riserva" a cui attingere per variare e ampliare il percorso espositivo principale, o per presentare quadri in attesa di restauro o in corso di studio.
Un deposito ricco è una risorsa inestimabile per un museo, perché gli garantisce la possibilità di cambiare, di reinventarsi, di rinnovarsi.
Oggi il deposito è stato completamento revisionato e aggiornato nel suo ordinamento scientifico, arricchito di un numero notevole di opere Depositi nuove, o nuovamente attribuite, tra cui parecchie di artisti che finora non erano mai stati esposti.
A disposizione del pubblico sono dunque 224 dipinti, ordinati in 18 sale.
Il panorama sulla pittura di scuola genovese fra Cinque e Settecento è molto ampio; seguono i pittori italiani e la sezione dedicata ai Fiamminghi, agli Olandesi e ai Francesi.
Il percorso inizia dalla pittura genovese, con opere di maestri cinquecenteschi (Luca Cambiaso, Cesare Corte, Lazzaro Calvi), della prima metà del Seicento (Bernardo Castello, Giovan Battista Paggi, Simone Barabino, Strozzi, Giovanni Andrea De Ferrari, Domenico Fiasella, Giovanni Carlone, Orazio De Ferrari, Anton Maria Vassallo e Luciano Borzone), e della seconda metà del secolo (Valerio Castello, DepositiStefano Magnasco), oltre alla nutrita serie di dipinti di invenzione e copie da grandi capolavori realizzate da "Casa Piola", con opere di Domenico, Anton Maria e Paolo Gerolamo, di cui è esposta una serie di bozzetti per decorazioni a fresco). La sezione è conclusa da tele di Raffaele Badaracco, Gregorio De Ferrari, dalla ritrattistica settecentesca (Gio.Enrico Vaymer, Domenico Parodi e il Mulinaretto) e da paesaggi del medesimo periodo di ambito genovese.
I depositi ospitano inoltre opere italiane del Cinque e Seicento e dipinti di maestri fiamminghi e olandesi fra Cinque e Settecento: tra gli altri, Van Deynen, Wildens, De Wael, Daniel van den Dijck, Joos de Momper, Malò e Tempesta.