Storia

Il Tesoro della Cattedrale, costituito come raccolta di oggetti già nel XII secolo, e incrementato nei secoli successivi per mezzo di donazioni ufficiali e private, contributi "di stato" e di devozione, bottini di guerra, divenne un museo nel 1892, quando si decise di dare a questo prezioso patrimonio una sistemazione stabile, rendendolo visibile al pubblico in permanenza.
Nel secondo dopoguerra, sotto il cortile del Palazzo Arcivescovile, alle spalle del Duomo, furono ricavati ambienti sotterranei del tutto nuovi, destinati specificamente ad accogliere il museo, che fu inaugurato nel 1956.
Il progetto fu elaborato da Franco Albini e l’ordinamento venne curato da Caterina Marcenaro, direttore dei musei civici.
Fu subito salutato come una delle realizzazioni più innovative e felici della museografia contemporanea e ancora oggi colpisce il visitatore per il fascino combinato della collocazione e della qualità architettonica degli spazi e per valore storico, artistico e cultuale dei materiali preziosi che vi sono conservati, valorizzati da una suggestiva illuminazione.
Il museo non si lascia possedere e comprendere con un unico sguardo: brevi corridoi conducono a un piccolo atrio su cui prospetta un primo ambiente circolare; poi, una stanza centrale, di forma irregolare, su cui si innestano altri tre ambienti circolari, di dimensioni sempre maggiori.
Pavimenti e pareti sono grigie, in pietra calcarea locale; i soffitti, in cemento, sono percorsi da nervature che si dispongono a raggiere contrapposte.
L’ambientazione è davvero suggestiva, non solo per la forza e la novità di concezione, ma anche per la varietà e la complessità dei rimandi culturali e tipologici, e risulta perfettamente coerente con l’origine e la natura delle opere che compongono il "Tesoro della Cattedrale di Genova".