Storia del Palazzo

L’edificazione del palazzo avvenne tra il 1671 e il 1677. La paternità dell’immobile è riconducibile all’architetto Pietro Antonio Corradi, mentre il cantiere e le opere furono diretti da Matteo Lagomaggiore. L’edificio è impostato su uno schema di pianta a U, derivato dalle tipologie applicate da Bartolomeo Bianco: le due ali sono unite da logge che definiscono il cortile interno a pianta quadrata. Ciascuno dei due piani nobili presenta la consueta disposizione che prevede loggia e salone in posizione assiale, e una fila di sale ai due lati.  A Ridolfo Maria, il primogenito, toccò il secondo piano nobile, a Gio.Francesco il primo, ma nel 1683 Ridolfo morì senza eredi maschi e il fratello, divenuto l’unico proprietario, si trasferì al secondo piano nobile, riscattò i ritratti dei genitori dalla nipote Paola, sposa di Carlo Spinola, e avviò la decorazione ad affresco lungo le sale del secondo piano nobile, ponendo le premesse perché venisse estendendosi oltre l’ala est - terminata alla sua morte - a tutte le altre sale degli ammezzati.

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  • Facciata di Palazzo Rosso
  • Atrio di Palazzo Rosso