Vicende espositive

Nel testamento redatto nel gennaio 1898, tre mesi prima della morte, Edoardo Chiossone legò la sua intera collezione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che considerava propria "madre in arte", onde ne curasse la pubblica esposizione. Le collezioni giunsero a Genova nel 1899, contenute in 96 grandi casse e, come deplorò Vittorio Pica, esse dovettero "fare lunga dimora, un po’ per mancanza di locali adatti e un po’ per avarizia di governanti ma sopra tutto per neghittosità burocratica". Allestito al terzo piano del neoclassico Palazzo dell’Accademia, il Museo Chiossone fu inaugurato nell’ottobre 1905 in occasione della visita a Genova del Re e della Regina d’Italia. Da Orlando Grosso apprendiamo che le note descrittive degli oggetti in esposizione furono curate nel 1904 dal “Prof. Okakura di inaugurazioneTokio, mandato a questo scopo dietro richiesta dalla Legazione Giapponese in Roma”.
Rimasto presso l’Accademia Ligustica per 35 anni, il Museo fu chiuso nel 1942 per sottrarre le raccolte al pericolo dei bombardamenti: le collezioni, accuratamente imballate, furono trasportate in luogo sicuro dal Comune di Genova che, in virtù di una clausola testamentaria, ne divenne il proprietario subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il magnifico edificio che attualmente ospita il Museo è stato progettato dietro incarico della Civica Amministrazione di Genova dal compianto Architetto Mario Labò, con richiami strutturali e stilistici all’architettura giapponese. In questa sede, inaugurata e aperta al pubblico il 7 Maggio Viletta1971, l’esposizione fu curata dal Dottor Frabetti, Direttore del Museo fino al 1990, con il progetto di allestimento dell’Ingegnere Luciano Grossi Bianchi. L’esposizione permanente, oggi completamente rinnovata, offre una campionatura delle raccolte, presentate per classi tematiche e tecnico-artistiche: grande scultura buddhista, armature e armi, arti applicate (metallotecnica, smalti, lacche, ceramiche e porcellane, complementi di abbigliamento), maschere teatrali, piccola scultura in bronzo e legno, costumi e tessuti).
I dipinti, le opere di grafica, i materiali cartacei e librari antichi, esclusi dall’esposizione permanente per le specifiche esigenze di conservazione, costituiscono parte rilevante, pregevolissima e ben nota delle collezioni. In particolare, dipinti e xilografie policrome Ukiyoe sono stati oggetto dell’ importante catalogo curato da Luigi Bernabò Brea ed Eiko Kondō, nonché di varie mostre temporanee in Italia e all’estero. Altre raccolte sono state oggetto di mostre e studi specialistici compiuti e presentati a Genova: alla metà degli anni ’80 risalgono i cataloghi su tessuti, sagemono, stampe e pitture Ukiyoe di genere erotico (shunga), tsuba e kodōgu, agli anni ’90 quelli su ceramiche, porcellane e lacche (V. Bibliografia e mostre).
  • Museo Chiossone, esterno
  • Museo Chiossone, interno