Francesco Messina

Messina
Nascita: 
Linguaglossa, 1900
Morte: 
Milano, 1995
Originario di Linguaglossa in Sicilia, giunge giovanissimo con la famiglia a Genova, dove lavora come apprendista presso laboratori di marmisti, frequentando contemporaneamente i corsi serali all'Accademia Ligustica.
La sua attività conosce un esordio precocissimo: nel 1916 l'esposizione di due gessi alla Promotrice genovese dà inizio ad una presenza ininterrotta fino al 1932.
Della produzione dei primi anni restano poche testimonianze, anche per l'abitudine dell'artista di distruggere le opere di cui non era soddisfatto.
Le suggestioni che incidono nella formazione del giovane artista sono molteplici: dalle mature vicende del liberty locale - nella scultura di Edoardo De Albertis - alla volumetria di Costantin Meunier, dalla sintetica deformazione affine alle opere di Adolf Wildt fino a un precoce neoquattrocentismo.
Gli anni tra il 1922 e il 1923 sanciscono il successo dell'artista: periodo contraddistinto da alcune opere che fissano gli indirizzi formali ed espressivi della sua attivit\'e0 fino alla fine degli anni Venti, in una oscillazione fra tendenze variamente sperimentali e tentativi di sintesi fra naturalismo e recuperi classici.
Sono gli anni in cui si collocano i successi nei concorsi per realizzazioni pubbliche, come il "Monumento ai caduti per S. Vincenzo Alto" e "Il Cristo risorto" (Genova, Cimitero di Staglieno); nell'"Ofelia" della Galleria d'Arte Moderna di Nervi, invece, il vibrante naturalismo cede il posto ad una cristallizzazione dei volumi in piena sintonia coi canoni novecenteschi.
Se nel 1923 si reca a Parigi, il 1926 resta un anno chiave per le scelte di Messina.
Partecipa alla prima mostra del Novecento Italiano, e l'amicizia con lo scultore trevisano Arturo Martini lo induce a semplificare e irrobustire le forme plastiche in una serie di opere di sapore arcaico che si costituiscono momento nodale della Mostra del 1929 alla Galleria Milano di Milano, mostra che si avvale della presentazione del pittore Carlo Carrà.
Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Milano dove nel 1934 è chiamato alla cattedra di Scultura all'Accademia di Brera - l'anno successivo la direzione dell'Istituto - ed il suo insegnamento, basato sul magistero tecnico e sullo studio del passato (dalle esperienze classiche a quelle rinascimentali), eserciterà non poca influenza sugli allievi, consolidando moduli di un gusto classicheggiante pienamente coincidente con il gusto ufficiale.