Quando: 23 marzo 2010 - 9 gennaio 2011
Dove: Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone”
Attingendo al vasto patrimonio di dipinti, stampe, porcellane, lacche e bronzi del Museo Chiossone, la mostra è dedicata all’iconografia e ai significati dei dodici animali dello Zodiaco in Giappone.
L’origine dello Zodiaco dell’Asia Orientale risale a un’epoca remota della Preistoria, quando l’uomo tributava agli animali e agli astri una venerazione di tipo animistico, ma la prima esplicita menzione del sistema zodiacale in Cina risale al periodo Tang (618-907) e la sua diffusione tra la popolazione si verifica durante il periodo Yuan (1277-1367).
Stando alla tradizione, entrarono a far parte dello Zodiaco i dodici animali che per primi resero omaggio al Buddha morente, cioè, nell’ordine di arrivo, Topo, Bue, Tigre, Lepre, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Cinghiale.
Il 2010 è l’anno della Tigre, celebrata con l’esposizione di un grande, magnifico dipinto a inchiostro diluito di Kishi Ganku.
(Mostra speciale a cura di Donatella Failla)
Visite guidate alla mostra :
Venerdì 28 maggio ore 15.30
Sabato 29 maggio ore 15.30
per info e prenotazione tel. 010 542285
![]() |
In tutta l’Asia la tigre è simbolo di forza e potenza soprannaturali, di regalità e nobiltà d’animo, di longevità e protezione della vita umana.
Venerata fin dall’antichità per il suo fiero coraggio è, insieme al drago, alla fenice e alla tartaruga, una delle “quattro creature spiritualmente dotate” che presidiano le quattro direzioni dello spazio, controllano le quattro stagioni e sono connesse a quattro colori e a quattro elementi.
In particolare, la tigre governa l’Ovest e l’autunno, è associata al colore bianco e al vento ed è in perenne conflitto col drago, signore della primavera e dell’acqua. Nell’antica Cina, durante i periodi di siccità e carestia era consuetudine gettare ossa di tigre nei pozzi che si credeva fossero abitati da draghi, affinché questi, inferociti, provocassero lo scoppio di violenti temporali ed elargissero le agognate, benefiche piogge.
I nati dell’Anno della Tigre sono energici e audaci, capaci di affrontare la fatica e generosi nel sacrificio, aperti di mente e pronti all’azione, tenacissimi di fronte alle difficoltà, d’animo gentile e tenero, sinceramente amanti dei bambini, degli animali e di ogni cosa che tocchi il loro cuore.
Piacevoli e attraenti, liberi e schietti, sono pronti a difendere bellicosamente il proprio pensiero e tendono a svincolarsi dalla morale tradizionale e dalle convenzioni sociali.
Il loro temperamento impulsivo e mutevole li porta talvolta ad essere sospettosi ed egoisti, irragionevoli e ostinati.
Secondo il modo di vedere orientale, le donne del segno sono dotate di fascino impareggiabile, ma nonostante ciò sono ritenute scarsamente femminili a motivo del loro carattere caparbio e ostinato.
L’Anno della Tigre è un anno straordinario, segnato da cambiamenti cruciali, grandi inquietudini, eventi non comuni e drammi estremi, come le guerre e le disgrazie d’ogni sorta.
È credenza antica, tuttavia, che i cosiddetti “tre disastri” – cioè il fuoco, i ladri e gli spettri – non si verifichino mai nell’Anno della Tigre. In questo tempo sono favorite le imprese ardimentose e audaci, le decisioni estreme e gli atti di eroismo e di coraggio individuale, mentre non possono avervi spazio la diplomazia, la prudenza e il compromesso.
Stando alla plurisecolare esperienza degli astrologi asiatici, i nati della Tigre realizzano eccellenti unioni matrimoniali e collaborazioni d’affari con i nati del Cavallo, con i quali sussistono affinità e mutua comprensione.
Al contrario, i rapporti con i nati dell’Anno del Serpente sono segnati da contrasti e disaccordi aspri e continui.
Secondo antiche credenze la tigre è molto longeva: quando raggiunge i cinquecento anni di vita il suo mantello incanutisce completamente, mentre dopo mille anni diventa immortale e acquisisce il potere di assumere qualunque sembianza.
Inoltre si credeva che l’effigie della tigre avesse poteri apotropaici, che attraesse a sé tutti i mali e li eliminasse: per questo, le sue immagini venivano poste a tutela di ogni tipo di edificio civile e religioso, mentre le sue ossa e i suoi artigli, legati alle armi dei guerrieri, assicuravano protezione e infondevano coraggio e vigore ai combattenti.
Nella farmacopea tradizionale cinese sono ancor oggi impiegati denti di tigre polverizzati amalgamati con succo biliare per curare gli ammalati e instillare in loro la forza dell’animale.
Orario: martedì-venerdì 9.00/19.00; sabato e domenica 10.00/19.00; lunedì chiuso
Telefono: 010 - 542285
e-mail: museochiossone@comune.genova.it
Organizzatori:
Settore Musei/Museo d’Arte orientale “E.Chiossone”
![]() |