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NUOVA SEZIONE DEDICATA AI GARIBALDINI LIGURI

"Tra i Mille .... e non solo: i Liguri con Garibaldi"
Inaugurazione con visita guidata venerdì 5 novembre ore 16,00

La rosa di GaribaldiNell’ambito dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’impresa dei Mille, nel salone del Museo del Risorgimento viene inaugurata una sezione dedicata a ricordare il contributo ligure all’epopea garibaldina. Accanto alle testimonianze artistiche e documentarie presenti nelle raccolte dell’Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento, sono presentati al pubblico anche cimeli e opere appartenuti a Federico Gattorno, Capo di Stato Maggiore dei Corpi garibaldini e Deputato del Regno d’Italia, gentilmente messi a disposizione per l’occasione dalla discendente, Signora Amelia Rosa Aloi-

Approfondimento

Il contributo di Genova e della Liguria alla storia del nostro Risorgimento è stato di particolare rilievo sia in pensieri sia in azioni, basti pensare a tre grandi protagonisti (Mazzini, Garibaldi e Mameli) e ai molti liguri che hanno combattuto come volontari nelle guerre per l’indipendenza italiana e, soprattutto, hanno preso parte ad uno degli avvenimenti fondamentali del processo unitario, la Spedizione dei Mille, che proprio nell’ambiente politico genovese, permeato di antiche tradizioni repubblicane e centro del movimento democratico di ispirazione mazziniana, trovò il terreno più adatto alla sua realizzazione.
L’elenco alfabetico dei Mille salpati da Quarto all’alba del 6 maggio 1860, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” del 12 novembre 1878, comprende 1089 nomi, di cui 157 liguri, provenienti da un territorio assai esiguo per superficie eppure inferiori per numero solo ai lombardi e ai veneti. 138 provenivano da Genova e dal genovesato, 10 dal territorio spezzino, 6 dal savonese e 3 dall’estremo ponente ligure.
Tra questi, accanto a figure note come Nino Bixio, il luogotenente di Garibaldi, Giuseppe Cesare Abba, di Cairo Montenotte, il futuro scrittore delle “Noterelle da Quarto al Volturno”, Stefano Canzio, il brillante ufficiale dei Mille che sposerà Teresita, la figlia di Garibaldi e sarà il primo presidente dell’autorità portuale di Genova, Antonio Mosto, il fondatore dei famosi Carabinieri Genovesi insieme ad Antonio Burlando e Francesco Bartolomeo Savi, compaiono i nomi di giovani di ogni condizione sociale e professione provenienti dai vari centri della Liguria, i quali presero parte con entusiasmo alla grande impresa garibaldina. Per alcuni è possibile ricostruire una breve biografia, ma spesso si tratta di oscuri eroi di cui si hanno pochissime notizie; le loro storie rivivono però nel ricordo e nei cimeli posseduti dai discendenti, fieri di avere un antenato tra la gloriosa schiera dei Mille.
Alcuni provenivano di territori afferenti all’attuale provincia di Savona, come Angelo Astengo, di Albisola Marina, che dopo la battaglia del Volturno ottenne il grado di sottotenente, tornando a combattere alla testa di un drappello di volontari nella campagna del Trentino del 1866; Emanuele Banchero di Savona, marinaio di diciannove anni, nel maggio del 1860 imbarcato sul piroscafo “Piemonte”, che insieme al “Lombardo” trasportò i Mille a Marsala; Giuseppe Baracco, originario di Finalmarina, capitano di mare, non ancora diciassettenne quando partì e fu alfiere di Nino Bixio; Francesco De Maestri, di Spotorno, che già aveva combattuto agli ordini di Garibaldi nella Legione Italiana a Montevideo e fu attivo tra i Mille sia pur senza un braccio, amputatogli a causa di una grave ferita subita durante la guerra del 1848 contro l’Austria; Guglielmo Macarro, nativo di Sassello, che fece l’intera campagna e, benchè ferito a Palermo, si distinse sul Volturno. Dall’odierna provincia di Imperia Giuseppe G. B. Gastaldi, di Porto Maurizio, capitano marittimo, che aveva conosciuto Garibaldi in Perù, a Porto Callao, nel 1851, e scrisse in seguito le sue “Memorie di uno dei Mille”; Andrea Rossi, di Diano Marina, il pilota del “Piemonte”, già fedele seguace di Garibaldi in Sud America, diventato poi sindaco di Diano.
Altri erano originari dei territori dell’odierna provincia di Spezia: i marinai Francesco Castellini, di sedici anni, mozzo sul “Piemonte”, Luigi Andreotti e Gio Batta Monteverde di S. Terenzo di Lerici, Giuseppe Debiasi e Onesto Faccini di Lerici, imbarcati sul “Lombardo”. Quando Bixio, con un finto atto di pirateria, nella notte tra il 5 e 6 maggio 1860 si impadronì dei due piroscafi della Compagnia Rubattino ancorati nel porto di Genova, vollero tutti, ad ogni costo, partire con la spedizione di Garibaldi, sebbene fossero stati lasciati liberi di sbarcare e il Faccini - poiché era necessario che le operazioni per l’uscita dal porto dei due vapori avvenissero col massimo silenzio-, si gettò più volte in mare a fasciare le catene, ricevendo in premio dallo stesso Garibaldi un marengo d’oro.
Paolo Raso, di Sarzana, affiliato sin da giovanissimo alla “Giovine Italia”, era fornaio e una volta conclusa la Spedizione, durante la quale si segnalò particolarmente alla presa di Palermo, ritornò alla vita di prima, continuando a fare il panettiere per mantenere la sua numerosa famiglia.
Altre valorose camicie rosse giungevano dal Golfo del Tigullio per portare il loro contributo di valore alla storica spedizione: Bartolomeo Canessa, fuochista sui vapori della Marina mercantile e Lorenzo Pellerano, facchino, entrambi di Rapallo; Carlo De Ferrari, di Sestri Levante, albergatore di professione e Giuseppe Vaccaro, nato a S. Maria di Bacezza (Chiavari). Nel cimitero di San Maurizio dei Monti, nell’entroterra rapallese, vi è la tomba di uno dei Mille: Giovanni Pendola, falegname genovese, la cui famiglia era però originaria di quella località, dove egli si stabilì ormai anziano.
E come non ricordare Simone Schiaffino, il biondo eroe di Camogli, l’alfiere dei Mille, che fu timoniere del “Lombardo” e cadde a Calatafimi, a soli 24 anni, colpito al petto da un cacciatore borbonico.
Si aggregarono alla spedizione anche elementi nativi dei piccoli borghi del genovesato: da Rossiglione, Gerolamo Airenta, caro amico dell’Abba che a lui dedica alcune delle sue “Noterelle”; da Campomorone, Gaetano Cambiaso; da Isola del Cantone, Nicolò Casassa che, terminata l’impresa, emigrò per qualche anno a Buenos Ayres dove aprì una bottega da droghiere; da S. Quirico Polcevera, Quirico Traverso, che morì il 1° ottobre nello scontro di Maddaloni; da Rivarolo Ligure, Giovanni Battista Roggerone e Giuseppe Canepa. Il Roggerone diede prova di grande coraggio nei vari fatti d’arme che gli valsero il grado di sottotenente e a Milazzo, cadde a Maddaloni nella battaglia del 1° ottobre 1860. Giuseppe Canepa, panettiere in Genova, si arruolò fra i Mille, pur essendo stato esonerato dal servizio militare in quanto primogenito di vedova.
A Montoggio era nato Luigi Delucchi, che si sarebbe imbarcato dallo scoglio di Quarto – secondo una tradizione orale tramandata in famiglia – all’insaputa del padre insieme al quale si era recato a Genova proprio quel 5 maggio 1860.
Risposero all’appello anche Giulio Delucchi di Sampierdarena, giornalista e amico di G. C. Abba che lo nomina due volte nelle Noterelle; Giuseppe Gambino e Pietro Ventura di Voltri e Luigi Carbone di Sestri Ponente, maestro d’ascia e costruttore navale a Lavagna.
Prà diede i natali a Pietro Traverso, figlio di un modesto negoziante, da poco laureato in legge al momento della partenza per la Sicilia, trovando la morte a Villa Gualtieri in Maddaloni il 1° ottobre 1860, e a Francesco Rivalta, nato a Palmaro di Prà, appartenente al corpo dei Carabinieri Genovesi che, al contrario, ebbe una vita lunghissima, morendo quasi novantunenne. A uno dei fratelli del Rivalta, lo scultore Augusto, si deve il monumento equestre di Garibaldi in Largo Pertini a Genova.
A Prà nacquero anche Salvatore Travi e Luigi Giuseppe Sartorio, avvocato, che morì a Calatafimi, il 15 maggio 1860, nel primo aspro scontro tra garibaldini e borbonici.
Molti infine provenivano dalla Genova di allora - il cui territorio fino al 1873 si estendeva tra la Lanterna e le cosiddette” fronti basse” del Bisagno – ma solo di una piccola parte di essi si hanno notizie dettagliate:
Francesco Carbone, giovane ufficiale dei Carabinieri Genovesi che, non ancora ventenne, diede prova del suo animo temerario il 27 maggio durante la presa di Palermo.
Giovanni Battista Bozzo, untore di pelli, inserito prima nella Compagnia Bixio e successivamente nel corpo dei Carabinieri Genovesi, per il valore dimostrato nell’aspro combattimento di Milazzo del 20 luglio 1860 meritò la nomina a caporale.
Carlo Banchero, fervente mazziniano, condannato alla pena di venti anni di lavori forzati per la sua attività di cospiratore nel moto di Genova del 1857, riuscì ad essere fra i Mille per effetto dell’amnistia concessa nell’aprile del 1859;
Giambattista Capurro, anch’egli implicato nel tentativo insurrezionale del 1857, appartenne al glorioso manipolo dei Carabinieri genovesi guidati da Antonio Mosto e a Palermo. Gli erano accanto altri ardimentosi compagni dalla mira infallibile: Ernesto Cicala, Stefano Dapino, figlio di un ricco corallaio, “testa d’oro da cherubino, tanto era biondo”, come lo definisce l’Abba.
Filippo Cartagenova, terminata la sua esperienza di garibaldino, si trasferì a Varazze, dove visse modestamente, conducendo, insieme alla moglie, una bottega di merceria.
Francesco Cassanello aveva solo diciotto anni nel 1860, ma dimostrò il suo coraggio nei diversi combattimenti tra le fila dei Carabinieri Genovesi tanto da meritare la promozione a sottotenente e la medaglia d’argento al valor militare. Dopo il 1870 si dedicò alla fabbrica di famiglia delle paste alimentari che ingrandì e migliorò, rendendola una delle prime del genere in Liguria.
Enrico Copello, appartenente a una facoltosa famiglia genovese, aveva studiato in collegi svizzeri e si trovava a Milano quando seppe della preparazione della spedizione; giunto a Genova insieme al gruppo di volontari milanesi, incurante dei rimproveri paterni, seguì Bixio nell’azione per la cattura del “Lombardo” e del “Piemonte”, e fu, dopo l’undicenne Giuseppe Marchetti di Chioggia, uno tra i più giovani dei Mille, poiché aveva compiuto quindici anni pochi mesi prima. Pur avendo ottenuto a Palermo il grado di sottotenente nella VI Compagnia Carini, preferì combattere come semplice soldato tra i Carabinieri Genovesi.
Gaetano Angelrico Erede, nato in una famiglia di sentimenti repubblicani, era un giovane pieno di entusiasmo patriottico e già nel 1859 era fuggito di casa per arruolarsi come volontario nella guerra contro l’Austria, ma l’Armistizio di Villafranca aveva interrotto bruscamente il suo sogno di un’Italia unita. Un anno dopo poté realizzare questo ardente desiderio, unendosi alla Spedizione dei Mille nel manipolo comandato da Antonio Mosto; si distinse a Calatafimi, nell’attacco a Palermo e cadde gloriosamente sul campo a soli diciannove anni nella sanguinosa battaglia di Milazzo, il 20 luglio 1860, colpito da una palla in fronte. Alla raccolta di autografi custoditi nell’Archivio dell’Istituto Mazziniano appartengono gli appunti di viaggio con impressioni storico-artistiche e disegni a matita che Angelrico realizzò via via che la Spedizione avanzava in Sicilia.
Un altro esempio di prode soldato è quello di Paolo Emilio Evangelisti appartenente alla Prima Compagnia Bixio: costretto a letto per una fucilata che lo aveva colpito al viso nella battaglia di Calatafimi, dopo due mesi, stanco della forzata inattività, fuggì di notte dall’ospedale ancora bendato per raggiungere la sua Compagnia. Pur provato, tornò a combattere, rimanendo gravemente ferito per la seconda volta nella giornata del 1° ottobre, durante l’assalto dei Ponti della Valle presso Maddaloni; per la sua valorosa condotta, fu nominato capitano da Garibaldi. A testimonianza tangibile, nel salone del Museo del Risorgimento è esposta proprio la camicia rossa che l’Evangelisti indossava il 1° ottobre 1860, recante sulla schiena lo strappo causato dal proiettile borbonico.
Luigi Malatesta, legato al movimento repubblicano genovese, si era mostrato attivo politicamente sin da giovinetto, partecipando alla rivolta di Genova del 1849 e al tentativo insurrezionale del giugno 1857, collegato alla spedizione di Carlo Pisacane. Seguì Garibaldi in tutta la spedizione da Calatafimi al Volturno nella schiera dei Carabinieri Genovesi e successivamente in tutte le campagne come l’amico Stefano Olivari. L’Olivari, conosciuto in Genova col diminutivo di “Steanin”, fu temerario protagonista di spericolate imprese, e si racconta che nella guerra del 1866, su ordine di Garibaldi, a notte fonda, munito solo di un pugnale tra i denti, attraversò a nuoto, insieme al capitano garibaldino Francesco Carbone, il lago di Garda, riuscendo ad eliminare una spia nascosta vicino all’accampamento austriaco.
Sfortunato fu invece Carlo Emanuele Quezel: esercitava il mestiere di falegname ed era stato riformato alla visita per la leva militare a causa della bassa statura, ma questa “mancanza” non gli impedì di partire con Garibaldi e di segnalarsi nei vari combattimenti, ottenendo il grado di sottotenente. Rimase purtroppo ferito gravemente alla testa negli scontri per la presa di Palermo, tanto da perdere l’occhio sinistro e subire una deformazione permanente all’osso frontale, probabile causa della pazzia che lo portò alla morte a soli 39 anni.
Una evidente dimostrazione dello straordinario fervore patriottico che animava quegli uomini è rappresentato da Andrea Rebuzzone, Giuseppe Rissotto e Tommaso Roncallo, i quali, benché esentati dal servizio militare obbligatorio, in quanto unico sostegno per la famiglia, si arruolarono nei Mille.
Della spedizione fece parte anche Gio Batta Tassara, professore di scultura, autore di numerose e pregevoli opere aventi per soggetto personaggi del periodo risorgimentale. Al Museo del Risorgimento di Genova è conservato un semibusto in bronzo a mezzorilievo, con l’effigie di Garibaldi modellata dal vero dal Tassara nel 1861 e contrassegnata con la firma autografa del Generale.
Il gruppo ligure vanta inoltre un doppio primato: in esso sono compresi il garibaldino più anziano e l’ultimo superstite tra i 1089: Tommaso Parodi ed Egisto Sivelli.
Tommaso Parodi, fedele compagno di Garibaldi, al suo fianco sin dai tempi della Legione italiana di Montevideo, aveva 69 anni quando sbarcò coi Mille a Marsala, portando la sua lunga esperienza di soldato unita a una robusta costituzione fisica, nonostante fosse da considerarsi – per quell’epoca – ormai anziano; morì quasi centenario nel 1890.
Gio Batta Egisto Sivelli invece, aveva solo sedici anni quando nel maggio del 1860 scappò di nascosto da casa per salpare da Quarto con Garibaldi, che lo ebbe sempre caro. Fu presente in tutte le battaglie e al termine della campagna venne congedato col grado di sottotenente. Sivelli fu l’ultimo dei Mille a morire i1 1° novembre 1934, all’età di novantuno anni, dopo una vita di laborioso lavoro come orafo nel negozio di filigrane in via Roma, ereditato dal padre. Il Sivelli, insieme a Francesco Rivalta e a pochi altri superstiti, il 5 maggio 1915 poté assistere alla grandiosa cerimonia di inaugurazione del monumento ai Mille a Quarto.
Un altro genovese non più giovane, ma deciso a “morire d’una palla, piuttosto che invecchiare sin chi sa quando e finire in un letto”, come scrive l’Abba nelle sue Noterelle, fu Luca Delfino che a 53 anni, sebbene padre di numerosa prole, preferì affrontare il pericolo delle battaglie seguendo Garibaldi come semplice milite nelle fila dei Carabinieri Genovesi, dimostrando il suo coraggio a Calatafimi e a Palermo.
Venti tra i volontari liguri caddero da prodi nel corso della spedizione: Giuseppe Belleno, Ambrogio Boggiano, Enrico Casaccia, Paolo Fasce, Andrea Montaldo, Angelo Profumo, Simone Schiaffino e Luigi Giuseppe Sartorio a Calatafimi; Carlo Mosto, fratello minore di Antonio, a Parco di Palermo; Domenico Beccaro, Giovanni Garibaldi e Gaetano Roccatagliata nei giorni dell’assalto a Palermo; Angelrico Erede a Milazzo; Giuseppe Poggi, ferito gravemente alla spina dorsale a Milazzo, morì dopo alcuni giorni di dolorosa agonia nell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina); Giuseppe Profumo a Reggio Calabria; Luigi Galleani all’ospedale di Napoli per le gravi ferite riportate; Angelo Cereseto, Gio Batta Roggerone, Pietro Traverso e Quirico Traverso caddero sul Volturno nella giornata del 1° ottobre.
Tuttavia la cifra di 1089 garibaldini contenuta nell’elenco ufficiale del 1878 non può considerarsi veramente completa, innanzitutto perché durante tutta l’impresa non si tennero veri “ruolini” e in secondo luogo perché parecchi, per diversi motivi, non vollero o non furono in grado di esibire la prova documentata della loro partecipazione alla schiera dei Mille sbarcati a Marsala. E’ questo il caso, ad esempio, del genovese Giovanni Battista Mosto, il quale, giovinetto diciassettenne, analfabeta ma ricco di ideali patriottici, nella fatidica notte tra il 5 e il 6 maggio si imbarcò, insieme agli altri volontari del capoluogo ligure, sul piroscafo Lombardo e l’8 novembre 1860, appena conclusa la campagna di Sicilia, si arruolò nella Regia Marina da guerra. Solo parecchi anni dopo poté procurarsi una certificazione sottoscritta da Antonio Mosto, Stefano Canzio, Luigi Malatesta e altri venticinque superstiti dei Mille, attestante la sua effettiva appartenenza alla leggendaria spedizione, ma tutto ciò non valse a far includere il suo nome nell’elenco ormai divenuto definitivo e non godette della pensione dei Mille. Tuttavia a quel brav’uomo bastava la propria consapevolezza di esser stato uno dei componenti della gloriosa schiera, anche senza un riconoscimento ufficiale.
La spedizione di Garibaldi in Sicilia non si esaurisce comunque con i cosiddetti “Mille” in quanto, dopo il primo contingente di camicie rosse partito dalla spiaggia della Foce e dallo scoglio di Quarto tra il 5 e il 6 maggio 1860, altri volontari si unirono alle successive spedizioni in aiuto a Garibaldi. Migliaia di giovani accorsero a Genova per arruolarsi e si calcola che tra i mesi di giugno e agosto circa 21.000 volontari salparono dalla costa ligure alla volta della Sicilia, anche se non esiste una documentazione precisa. I contingenti più importanti per numero furono quello guidato da Giacomo Medici – comprensivo di 2.500 uomini e 8.000 fucili - che partì da Genova Cornigliano nella notte tra il 9 e il 10 giugno, e quello agli ordini di Enrico Cosenz, con oltre 2.000 volontari, che salpò il 2 luglio.
Fecero certamente parte di una delle numerose spedizioni di soccorso tanti giovani liguri, rimasti purtroppo sconosciuti, in gran parte umili popolani, combattenti improvvisati, male armati con fucili arrugginiti e poche cartucce, ma tutti sostenuti da patriottico entusiasmo, i quali hanno contribuito a scrivere una delle pagine centrali del nostro Risorgimento.

Federico Gattorno
Federico Gattorno, nato a Genova nel 1836 da una agiata famiglia di armatori e commercianti, era stato plasmato sin da bambino al culto della patria dallo zio materno Federico Campanella, uno dei più stretti collaboratori di Mazzini, e si era avvicinato ben presto al movimento repubblicano, partecipando a diverse cospirazioni mazziniane ed instaurando un forte rapporto di amicizia con lo stesso Mazzini. Avviato dal padre all’attività armatoriale, fu costretto ad imbarcarsi sulle navi di proprietà della famiglia e fece lunghi viaggi all’estero, specie sul Mar Nero, dedicandosi al commercio in granaglie, ma pur sempre attivo propagatore del diritto alla libertà dei popoli.
Nel maggio del 1860 si trovava proprio nel Mar Nero per motivi di lavoro, quando ebbe notizia dello sbarco dei Mille a Marsala. La decisione del giovane patriota fu immediata: si precipitò a Costantinopoli, vi formò una squadra di centocinquanta uomini e ripartì per raggiungere Garibaldi in Sicilia. Da allora fu al suo fianco in tutte le campagne per l’indipendenza italiana per oltre vent’anni, sino alla guerra del 1870 dove compì atti di valore nell’Armata dei Vosgi in qualità di Colonnello Capo di Stato Maggiore dei Corpi Garibaldini.
Alla morte dell’Eroe, ne proseguì le iniziative in Parlamento, essendo stato eletto deputato ben quattro volte nel Collegio di Rimini, sempre largamente sostenuto dal voto repubblicano.
Nel 1897 al comando di un battaglione di Volontari Garibaldini, seguì il Generale Ricciotti Garibaldi nella campagna di Grecia contro la tirannide turca, dando l’ennesima prova del suo coraggio.
Morì nel 1913 a Roma, città nella quale si era stabilito dopo l’elezione al Parlamento, ma il suo corpo riposa nel cimitero di Staglieno, nel boschetto irregolare vicino alla tomba di Mazzini e di altri patrioti del Risorgimento, accanto alla moglie Amelia Filomena Aloi, che volle essere unita per l’eternità al compagno della sua vita.
L’amicizia tra Giuseppe Garibaldi e Federico Gattorno nacque proprio nel 1860, durante la spedizione dei Mille, e si consolidò in tutte le successive campagne di guerra combattute fianco a fianco.
La testimonianza tangibile dell’amicizia e stima che legò il genovese Gattorno all’Eroe dei Due Mondi, è racchiusa nei petali di una rosa rossa, conservati in una piccola teca di cristallo insieme a una ciocca di capelli, gelosamente custodita di generazione in generazione in una villa di Quarto e ora concessa alla pubblica visione, insieme ad altri cimeli e documenti, grazie alla disponibilità della Signora Amelia Rosa Aloi, nipote di Spiridione Aloi, ultimo Sindaco del Comune di Quarto e cognato di Federico Gattorno, che ne aveva sposato la sorella Amelia Filomena.
La rosa sarebbe quella che Garibaldi stringeva in pugno al momento della morte, il 2 giugno 1882 a Caprera, e che poi fu donata, come gesto d’affetto, dalla moglie Francesca Armosino o dai figli al caro amico Gattorno, prontamente accorso sull’isola non appena avuta notizia dell’ulteriore peggioramento delle già gravi condizioni di salute del Generale, a causa di un fortissimo attacco bronchiale,come risulta da una dichiarazione, sigillata con un timbro in ceralacca rossa, scritta e firmata da uno dei notai genovesi più famosi all’epoca, Zeffirino Olivieri, in cui si attesta l’autenticità di quanto contenuto nell’urna: “Qui si contengono capelli del Generale Garibaldi e la rosa che venne tolta dalle sue fredde mani al letto di morte”.

a cura di Liliana Bertuzzi (responsabile attività didattica del Museo del Risorgimento)

I Garibaldini Liguri

1. ABBA Giuseppe Cesare di Giuseppe
nato a Cairo Montenotte il 6 ottobre 1838
ivi residente
possidente, letterato

2. ABBONDANZA Domenico di Giuseppe
nato a Genova il 18 luglio 1824
ivi residente
negoziante

3. AIRENTA Gerolamo di Giovanni Battista
nato a Rossiglione nel 1842,
(già) proprietario
morto nel dicembre 1875 nel manicomio di Milano

4. ANDREOTTI Luigi di Francesco
nato a S. Terenzo (Sarzana-Lerici) il 20 febbraio 1829
morto in Lerici il 26 aprile 1871

5. ARMANINO Giovanni di Girolamo
nato a Genova il 13 marzo 1839
ivi residente
calzolaio

6. ASTENGO Angelo di Giovanni Battista
nato ad Albissola il 20 settembre 1835
residente a Savona
negoziante

7. BANCHERO Carlo di Tommaso
nato a Genova il 6 marzo 1838
morto il 6 marzo 1868

8. BANCHERO Emanuele di Luigi
nato a Savona il 14 ottobre 1840
residente a Patasso (Perù)

9. BARABINO Tomaso di Carlo
nato a Genova il 20 dicembre 1834
ivi residente
portiere

10. BARACCO Giuseppe di Vincenzo
nato Finalmarina l’8 ottobre 1843
ivi residente
capitano marittimo

11. BECCARIO Domenico Lorenzo di Giuseppe
nato a Genova
morto a Palermo nel 1860

12. BELLAGAMBA Angelo di Francesco
nato a Genova il 3 febbraio 1843
(già) marinaio
morto il 12 marzo 1870

13. BELLENO Giuseppe Nicolò di Paolo
nato a Genova
morto a Calatafimi nel 1860

14. BELLISIO Luigi di Pietro
nato a Genova nel 1837
ivi residente
R. impiegato

15. BENVENUTO Bartolomeo fu Antonio
nato a Genova il 21 marzo 1842
ivi residente
parrucchiere

16. BERTOLOTTO Gio.Battista Giuseppe di Francesco
nato a Genova il 2 dicembre 1840
morto in Genova il 16 aprile 1871

17. BIXIO Nino fu Tommaso
nato a Genova il 2 ottobre 1821
già ivi residente
deputato al parlamento, tenente generale e capitano marittimo
morto in navigazione ad Achim (Sumatra)

18. BOASI Stefano di Enrico
nato a Genova il 4 marzo 1841
ivi residente
commerciante

19. BOGGIANO Ambrogio di Giacomo
nato a Genova il 31 agosto 1837
morto il 15 maggio 1860 a Calatafimi

20. BONINO Giacomo di Michele
nato a Genova il 16 ottobre 1834
(già) commesso
morto l’1 dicembre 1871

21. BOTTERO Giuseppe Ernesto di Luigi
nato a Genova il 3 dicembre 1832
ivi residente
commerciante

22. BOZZO Gio.Battista di Francesco
nato a Genova il 9 marzo 1841
ivi residente
commerciante

23. BRIASCO Vincenzo fu Giuseppe
nato a Genova il 22 settembre 1842
ivi residente
tipografo

24. BURLANDO Antonio di Andrea
nato a Genova il 2 dicembre 1823
ivi residente
proprietario

25. CAFFERRATA Francesco di Francesco
nato a Genova il 10 marzo 1839
ivi residente
imbiancatore

26. CAMBIAGIO (o Cambiaso) Biagio di Andrea
nato a Genova il 19 dicembre 1838
residente a Rivarolo Polcevera

27. CAMBIASO Gaetano di Antonio
nato a Campomerone (Genova) il 19 agosto 1840
residente a Verona
mediatore

28. CANEPA Giuseppe di Angelo
nato a Genova il 12 gennaio 1834
già sottotenente di fanteria
morto il 22 gennaio 1876 in Genova

29. CANESSA (CANEZZA) Bartolomeo di Benedetto
nato a Rapallo il 14 marzo 1839
residente a Genova
macchinista

30. CANINI Cesare fu Giuseppe
nato a Sarzana il 30 marzo 1841
residente a Fosdinovo

31. CANZIO Stefano di Michele
nato a Genova il 3 gennaio 1837
ivi residente direttore della Società enologica

32. CAPURRO Giovanni di Agostino
nato a Genova il 28 dicembre 1840
ivi residente
ora proprietario di locanda

33. CAPURRO Gio.Battista di Gio.Battista
nato a Genova il 12 aprile 1841
capitano nel 69° fanteria

34. CARBONE Francesco di Giovanni
nato a Genova il 16 agosto 1840,
capitano nel 17° fanteria

35. CARBONE Luigi di Girolamo
nato Sestri Ponente il 20 giugno 1837
residente a Lavagna
costruttore navale

36. CARDINALE Natale Francesco di Girolamo
nato a Genova il 25 dicembre 1840
ivi residente
commesso

37. CARPANETO Francesco di Andrea
nato a Genova il 30 agosto 1837
ivi residente
commesso

38. CARTAGENOVA Filippo di Giovanni Battista
nato a Genova nel giugno 1826
morto a Varazze l’11 febbraio 1871

39. CASABONA Antonio di Giacomo
nato a Genova il 21 giugno 1838
ivi residente

40. CASACCIA Enrico Raffaele di Gerolamo
nato a Genova
morto a Calatafimi nel 15 maggio 1860

41. CASACCIA Bartolomeo Emanuele di Andrea
nato a Genova il 23 novembre 1829
residente a Napoli
commissionario

42. CASAZZA (od anche CASASSA o CASACCIA) Nicolò di Filippo
nato nell’Isola del cantone l’11 marzo 1839
residente a Buenos-Ayres
droghiere

43. CASSANELLO Francesco Tomaso di Pietro
nato a Genova il 19 agosto 1842
ivi residente

44. CASTAGNOLA Domenico di Giuseppe
nato a Genova il 7 marzo 1839
ivi residente
tappezziere

45. CASTELLINI Francesco Maria di Angelo
nato alla Spezia l’11 novembre 1843
residente a Genova
oste

46. CERESETTO Angelo di Gio.Battista
nato a Genova
morto combattendo al Volturno il 1° ottobre 1860, colpito nel ventre

47. CERVETTO Maria Stefano fu Domenico
nato a Genova il 17 maggio 1839
tenente nel 51° fanteria

48. CEVASCO Bartolomeo di Giuseppe
nato a Genova l’11 giugno 1817
ivi residente
già fuochista sui vapori

49. CICALA Ernesto di Giovanni
nato a Genova il 19 settembre 1834
capitano nel 9° bersaglieri

50. COCCHELLA Stefano di Antonio
nato a Genova il 26 maggio 1839
ivi residente

51. COMPIANO Bartolomeo di Lorenzo
nato a Genova il 7 novembre 1841
ivi residente

52. COPELLO Enrico di Carlo
nato a Genova il 22 gennaio 1844
ivi residente
commerciante

53. COSTA Giuseppe di Giovanni
nato a Genova il 14 marzo 1840
ivi residente
cuojajo

54. COSTA Giuseppe di Pietro
nato a Genova il 20 novembre 1827
(già) ivi residente, (già) macchinista
morto a Genova il 17 agosto 1871

55. DAMELE Pietro Lorenzo fu Gio. Battista
nato a Diano Castello il 13 aprile 1837
residente a Milano
commissionario

56. DAPINO Stefano Rocco di Carlo
nato a Genova il 21 febbraio 1841
già luogotenente nel 23° fanteria
ivi residente
negoziante

57. DE AMEZZAGA Luigi di Giacomo
nato a Genova il 30 novembre 1833
ivi residente
già capitano infant.Marina

58. DEBIASI Giuseppe di Angelo
nato a Pugliolo frazione del comune di Lerici, il 23 novembre 1828
residente a Genova
marinaio

59. DE FERRARI Carlo fu Nicola
nato a Sestri Levante il 1° ottobre 1833
residente a Torino
albergatore

60. DEL CAMPO Lorenzo di Marco
nato a Genova l’1 dicembre 1835
ivi residente
pescivendolo

61. DELFINO Luca Gio.Battista di Pasquale
nato a Genova nel 1807
morto il 20 febbraio 1865 in Genova

62. DELLACELLA Ignazio di Candido
nato a Genova il 30 luglio 1835
morto il 25 ottobre 1870

63. DELLA CASA (detto anche DELLA CASAGRANDE) Andrea di Giuseppe
nato a Genova il 26 luglio 1836
ivi residente
commerciante

64. DELLA CASA (detto anche DELLA CASAGRANDE) Giovanni di Giorgio
nato in Genova lì 11 gennaio 1842
ivi residente
già sottotenente nel 59° fanteria

65. DELLE PIANE Gio.Battista di Andrea
nato in Genova il 25 giugno 1839
ivi residente

66. DELUCCHI Giulio Giuseppe di Gaetano
nato a San Pier d’Arena il 7 novembre 1841
residente a Genova
scrittore

67. DELUCCHI Luigi di Giuseppe
nato a Montoggio il 1° luglio 1836
residente a Genova

68. DE MAESTRI Francesco di Peregrino
nato a Spotorno il 18 ottobre 1826
già capitano dei veterani
morto nel marzo 1876 nello spedale di Savona

69. DE MICHELI Tito di Pietro
nato a Genova il 7 febbraio 1842
capitano nel 42° fanteria

70. DE NEGRI Gio.Battista di Antonio
nato a Genova il 3 febbraio 1842
ivi residente

71. DE PASQUALI Luigi di Carlo
nato a Genova il 17 settembre 1823
ivi residente
marinaio

72. EREDE Gaetano Angebrico di Michele
nato a Genova
morto il 20 giugno 1860 a Milazzo

73. EVANGELISTI Paolo Emilio di Filippo
nato a Genova il 17 gennaio 1840
ivi residente
commerciante

74. FACCINI Onesto di Domenico
nato a Lerici il 10 luglio 1828
residente a S.Pier da Ponti (Firenze)
calzolaio

75. FASCE Paolo Federico di Emanuele
nato a Genova
morto a Calatafimi il 15 maggio 1860

76. FASCIOLO Andrea di Antonio
nato a Genova il 31 maggio 1839
residente a Mantova (fortezza )
tenente di fanteria

77. FERRARI Filippo* di Bartolomeo
nato a Varese Ligure il 15 agosto 1836
residente a Genova
filogranista

78. FINOCCHIETTI Domenico di Luigi
nato a Genova il 16 maggio 1830
ivi residente
ex- tenente nel 54° fanteria, ora negoziante

79. FIRPO Pietro di Bernardo
nato a Genova l’8 gennaio 1838
ivi residente
commerciante

80. FOSSA Giovanni di Domenico
nato a Genova il 28 ottobre 1838
ivi residente

81. GALETTO Antonio Alessandro di Francesco
nato a Genova il 30 ottobre 1838
ivi residente

82. GALLEANI Gio.Battista di Filippo
nato a Genova il 1° febbraio 1843
ivi residente
commerciante

83. GALLEANI (e non GALEANO) Luigi Francesco di Filippo
nato a Genova il 15 agosto 1840
(già) luogotenente di stato maggiore (divisione Sirtori)
morto allo spedale di Napoli il 3 ottobre 1860

84. GAMBINO Giuseppe di Francesco
nato a Voltri nel 1838
morto a Genova nel 1861

85. GANDOLFO Emanuele di Adamo
nato a Genova il 12 febbraio 1841
ivi residente
commerciante

86. GARIBALDI Gaetano di Gio.Battista
nato a Genova il 21 maggio 1840
ivi residente

87. GARIBALDI Giovanni Stefano Agostino di Domenico
nato a Genova
morto a Palermo il 27 maggio 1860, sotto il ponte dell’Ammiraglio per ferite di arma da fuoco e di bajonetta

88. GARIBALDO Giovanni di Giovanni
nato a Genova il 24 ottobre 1838
ivi residente
morto il 6 maggio 1871

89. GARIBOTTO Giuseppe Marino di Giacomo
nato a Genova il 4 agosto 1840
ivi residente

90. GASTALDI Giuseppe Giovanni Battista fu Domenico
nato a porto Maurizio il 24 maggio 1833
ivi residente
capitano marittimo

91. GERVASIO Giuseppe di Antonio
nato a Genova il 3 marzo 1837
(già) ivi residente
(già) macchinista
morto il 14 gennaio 1871

92. GHIGLIONE Gio.Battista di Gaetano
nato a Genova il 14 settembre 1838
ivi residente
sottotenente nel 3° granatieri a riposo

93. GHIGLIOTTI Francesco Antonio di Gio.Battista
nato a Genova il 7 novembre 1829
ivi residente
parrucchiere

94. GIAMBRUNO Nicola di Cesare
nato a Genova l’8 agosto 1839
ivi residente

95. GIANFRANCHI Raffaele Felice di Giovanni
nato a Genova il 13 gennaio 1841, già vi residente
Nel marzo 1874 espatriò, prima recandosi in Francia, poi in America
Dal 1° ottobre 1873 non percepì pensione: e la famiglia è priva di sue notizie da molto tempo. Riuscirono inutili le ricerche fatte sul suo conto nel distretto del R. Consolato di Buenos Ayres, dove credevasi che ei dimorasse

96. GNECCO Giuseppe di Tommaso
nato a Genova nel 1824
morto in Francia il 29 gennaio 1871

97. GORGOGLIONE Giuseppe di Cesare
nato a Genova il 29 novembre 1840
residente in Alessandria
ebanista

98. GRAFIGNA Giuseppe di Giovanni
nato a Genova il 22 aprile 1826
ivi residente
oste

99. LERTORA Tommaso Sante di Andrea
nato a Genova il 1° novembre 1836
(già) ivi residente, (già) oste
morto in Genova il 10 luglio 1877

100. MACARRO Guglielmo di Gio.Antonio
nato a Sassello il 24 aprile 1841
residente a Genova
negoziante

101. MALATESTA Luigi di Emanuele
nato a Genova il 9 febbraio 1832
ivi residente

102. MALATESTA Pietro di Giovanni
nato a Genova il 4 gennaio 1837
ivi residente
morto in Alessandria (Egitto) il 18 febbraio 1877

103. MARAGLIANO Giacomo (e non Gaetano) di Andrea
nato a Genova il 23 luglio 1834
ivi residente
commerciante

104. MARCHESI Giovanni di Francesco
nato a Genova l’8 agosto 1834
residente a Livorno
garzone droghiere

105. MARCONE Gerolamo di Giovanni
nato a Genova nel 1822
(già) luogotenente nei veterani a riposo
morto a Genova

106. MEDICINA Antonio di Michele
nato a Genova il 30 marzo 1814
(già) ivi residente
morto il 26 settembre 1860 nello Spedale di Pammatone in Genova

107. MERELLO Domenico fu Agostino
nato a Genova il 24 marzo 1828 (già) residente ad Albissola Marina
morto in marzo 1877

108. MONTALDO Andrea di Emanuele
nato a Genova
morto a Calatafimi il 21 maggio 1860

109. MONTARSOLO Pietro Giovanni Battista di Marco
nato a Genova il 5 luglio 1842
morto il 16 settembre 1871

110. MONTEGRIFO Francesco fu Francesco
nato a Genova nel 1835
morto a Genova il 26 settembre 1861

111. MONTEVERDE Giovanni Battista di Giovanni Battista
nato a S.Terenzo il 9 gennaio 1831
residente a Genova

112. MORASSO Giovanni Battista di Paolo
nato a Genova nel 1840
morto in marzo 1867

113. MOSTO Antonio fu Paolo
nato a Genova il 12 luglio 1834
ivi residente
negoziante

114. MOSTO Carlo fu Paolo
nato a Genova il 17 aprile 1836
morto in Sicilia il 25 maggio 1860, nel fatto d’armi del Parco

115. NAVONE Lorenzo di Domenico
nato a Genova il 4 maggio 1837
residente a Nervi
marittimo

116. OLIVARI Stefano di Angelo
nato a Genova il 10 ottobre 1840
ivi residente
macellaio

117. OTTONE Nicolò di Stefano
nato a Genova il 6 giugno 1818
ivi residente
già maggiore di piazza in aspettativa; ora capitano marittimo

118. PAGANO Lazzaro Martino di Giovanni Battista
nato a Genova l’11 novembre 1828
residente a S. Martino d’Albaro
proprietario

119. PAGANO Tommaso di Giovanni Battista
nato a Genova il 22 gennaio 1838
morto il 4 marzo 1868

120. PARODI Giuseppe di Giovanni Battista
nato a Genova il 4 agosto 1842
ivi residente

121. PARODI Tomaso di Antonio
nato a Genova l’8 novembre 1791
(già) maggiore di piazza
ivi residente

122. PASSANO Giuseppe di Francesco
nato a Genova il 29 settembre 1842
ivi residente
commerciante

123. PELLERANO Lorenzo fu Giuseppe
nato a Rapallo il 4 luglio 1811
residente a Livorno
facchino

124. PENDOLA Giovanni di Nicola
nato a Genova il 7 marzo 1836
ivi residente
falegname

125. PICASSO Gio.Battista di Francesco
nato a Genova l’11 settembre 1839
morto a Custoza il 24 giugno 1861

126. PIENOVI Raffaele di Andrea
nato a Genova il 21 luglio 1822
ivi residente
mediatore

127. POGGI Giuseppe di Giovanni
nato a Genova nel 1824
morto il 30 luglio 1860 a Barcellona (Sicilia) per ferita alla spina dorsale riportata alla battaglia di Milazzo

128. PROFUMO Angelo di Antonio
nato a S. Francesco d’Albaro
morto a Calatafimi il 15 maggio 1860 colpito da una palla al petto

129. PROFUMO Giuseppe di Francesco
nato a Genova
morto a Reggio Calabria nel 1860

130. QUEZEL Carlo Emanuele di Ambrogio
nato a Genova il 18 aprile 1837
(già) ivi residente
morto in Sorrento il 5 marzo 1871

131. RASO Paolo Luigi di Domenico
nato a Sarzana il 3 dicembre 1832
ivi residente
panattiere

132. RAZETTO Enrico di Fortunato
nato a S. Francesco di Albaro ora Genova il 2 gennaio 1840
ivi residente
proprietario

133. REBUZZONE Andrea di Giuseppe
nato a Genova il 9 ottobre 1836
ivi residente

134. RISSOTTO Giuseppe Luigi di Vincenzo
nato a Genova il 9 febbraio 1836
ivi residente
negoziante, e già ufficiale del regio esercito.

135. RIVALTA Francesco fu Antonio
nato a Palmario Prà il 3 novembre 1833
residente a Genova
(già) scrivano di prima classe d’intendenza militare

136. ROCCATAGLIATA Gaetano di Ampeglio
nato a Genova
morto a Palermo

137. ROGGIERONE Giovanni Battista di Lorenzo
nato a Genova
morto combattendo a Villa Gualtieri in Maddaloni il 1° ottobre 1860

138. RONCALLO Tommaso di Domenico
nato a Genova l’11 novembre 1838
ivi residente,
commerciante

139. ROSSI Andrea fu Gio.Battista
nato a Diano Marina il 14 agosto 1814
ivi residente
pensionato civile

140. SARTORI Giovanni di Bartolomeo
nato a Costena (Genova) il 27 febbraio 1836,
residente a Genova
falegname

141. SARTORIO Giuseppe Luigi di Agostino
nato a Genova
morto a Calatafimi il 15 maggio 1860, colpito nel petto

142. SAVI Francesco Bartolomeo di Francesco
nato a Genova
morto nel 1861

143. SCHIAFFINO Simone di Deodato
nato a Camogli
morto a Calatafimi il 15 maggio 1860

144. SCOTTO Pietro di Domenico
nato a Genova il 26 aprile 1841
ivi residente
fonditore di caratteri

145. SIVELLI Gio. Battista Egisto di Antonio
nato a Genova il 22 novembre 1843
ivi residente, negoziante

146. SOLARI Camillo Vincenzo fu Giovanni Battista
nato a Genova il 3 giugno 1835
ivi residente

147. SOLARI Francesco di Lorenzo
di incerto luogo d’origine, e di ignorata esistenza.
Fu creduto di Genova, ma è affatto sconosciuto a quelle autorità.
Secondo private informazioni, avrebbe appartenuto come sottotenente al 42° reggimento fanteria, e avrebbe lasciato il servizio per emigrare in America, come fecero molti

148. SOLARI Luigi di Gio. Battista
nato a Genova il 26 gennaio 1840
ivi residente
commerciante

149.STEFANINI Giuseppe Francesco
nato ad Arcola (Sp) 11 Gennaio 1846
residente in Asti

150. TASSARA Gio. Battista di Paolo
nato a Genova il 24 giugno 1827
residente a Firenze
professore di scultura

151. TESTA Giovanni Battista fu Luigi
nato a Genova il 1° luglio 1840
ivi residente,
scrittore

152. TRAVERSO Andrea fu Angelo
nato a Genova
già residente all’isola della Maddalena
morto 1° novembre 1871

153. TRAVERSO Francesco di Francesco
nato a Genova il 19 aprile 1841
ivi residente
commerciante

154. TRAVERSO Pietro di Carlo
nato a Prà il 6 maggio 1833
già avvocato
morto a Villa Gualtieri, Maddaloni, 1° ottobre 1860

155. TRAVERSO Quirico di Tommaso
nato a S. Quirico Polcevera l’11 marzo 1831
morto a Villa Gualtieri, a Maddaloni, 1° ottobre 1860

156. TRAVI Salvatore di Domenico
nato a Genova il 3 luglio 1842
ivi residente
falegname

157. VACCARO Giuseppe di Francesco
nato a S.Maria Bacezza il 30 marzo 1832
residente a Genova
cavista

158. VENTURA Pietro di Ambrogio
nato a Genova l’11 settembre 1837
residente a Viareggio
ebanista

159. ZIGNEGO Gio. Battista di Antonio
nato a Porto Venere li 5 aprile 1824
residente a Genova
marinaio

La ricerca dei nominativi è stata effettuata dal personale dell’ Archivio Storico del Comune di Genova.
Per informazioni rivolgersi al n. 010.5574808

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I Liguri dei Mille

*FERRARI FILIPPO

Uno dei volontari provenienti dalla Riviera ligure di Levante che presero parte alla leggendaria spedizione garibaldina dei Mille fu Filippo Ferrari. _ Nato a Varese Ligure (Sp.) il 15 agosto 1836, si avvicinò giovanissimo agli ideali mazziniani, aderendo al movimento della Giovine Italia e la notte del 5 maggio 1860 partì dallo scoglio di Quarto alla volta della Sicilia con il primo contingente di 1089 camicie rosse, sbarcato con Garibaldi a Marsala l’11 maggio.
Nel corso dell’impresa, ascritto alla Prima Compagnia guidata da Nino Bixio, si distinse per valore nelle diverse battaglie e il 2 agosto 1860, a Palermo, ottenne la nomina a Sottotenente di Fanteria con decreto della Segreteria di Stato della Guerra, a firma Paternò. Il Senato della Città di Palermo gli conferì anche la medaglia attestante la sua presenza tra i “1000 prodi sbarcati con Garibaldi a Marsala il dì 11 maggio 1860”.
Conclusa la Spedizione e tornato in Liguria, il Ferrari si trasferì a Genova, dove esercitò con successo il mestiere di filogranista, riuscendo ad aprire una sua propria fabbrica di filigrana che, nel momento di maggior floridezza, giunse ad avere fino a cinquanta operai.
Poté usufruire della speciale pensione attribuita ai reduci dei Mille e morì nel capoluogo ligure il 2 settembre 1903.

Nomina a Sottotenente di Fanteria Attestato del Senato di Palermo
Filippo Ferrari Filippo Ferrari