Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo
Data: da 14/11/2026 a 09/05/2027
Terza classe: Egitto-Genova andata e ritorno è una mostra partecipativa e un progetto di ricerca condivisa che prende avvio dall'archivio fotografico del Capitano Enrico Alberto d'Albertis conservato a Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo di Genova. A cura di Heba Abd al Gawad con la collaborazione di Farida Eltigi e Mohammed Gabal Abou
Il progetto
adotta l'Occidentalismo come metodo artistico e di ricerca: anziché interrogarsi esclusivamente sul modo in cui l'Europa ha storicamente osservato e rappresentato l'Egitto e l'"Oriente", esplora ciò che accade quando sono gli egiziani a rivolgere lo sguardo verso l'Europa, i suoi archivi, i suoi musei e i suoi sistemi di rappresentazione. In questa prospettiva, l'Occidentalismo è inteso come una pratica critica e creativa che dialoga con l'Orientalismo, mettendo in discussione il punto di vista occidentale attraverso uno sguardo proveniente dall'Oriente. Il progetto coinvolge quindi cittadini egiziani contemporanei, comunità della diaspora egiziana, persone migranti adulte e giovani migranti di origine egiziana residenti a Genova, con l'obiettivo di costruire un contro-archivio visivo. Questo contro-archivio intende interrogare lo sguardo coloniale presente nelle fotografie di d'Albertis e generare nuove narrazioni visive sull'Egitto, la migrazione, l'identità, la memoria e il senso di appartenenza. Ma Il progetto non mira a cancellare l'archivio storico. Al contrario, lo circonda, lo interroga e rifiuta che esso venga considerato l'unica voce autorevole. Attraverso laboratori online, attività in presenza con giovani migranti egiziani, workshop dedicati alla comunità adulta a Genova e una call aperta alla partecipazione pubblica, il progetto costruisce un contro-archivio collettivo radicato nelle esperienze dell'Egitto contemporaneo. Si evidenzia inoltre la distanza tra i viaggi volontari di d'Albertis e le migrazioni necessarie o forzate vissute oggi da molti giovani egiziani, considerando il Mar Mediterraneo sia come ponte di collegamento sia come confine da attraversare. Storicamente, l'archivio di d'Albertis ha rappresentato l'Egitto come un oggetto da osservare, raccogliere e interpretare attraverso uno sguardo europeo. Le fotografie restituiscono spesso un'immagine del Paese ridotta a rovine archeologiche, paesaggi esotizzati e tipologie umane cristallizzate. Questo progetto sposta l'attenzione dall'Egitto come oggetto dello sguardo allo sguardo coloniale stesso come oggetto di analisi.
L'allestimento
trasforma gli spazi espositivi attraverso una grande installazione grafica a parete che ricopre le superfici della mostra con fotografie realizzate dalla comunità, riflessioni scritte, risposte all'archivio storico, frammenti visivi e dichiarazioni collettive. L'obiettivo è trasformare il museo in una tela condivisa dalla comunità, spostando l'autorità narrativa dall'archivio coloniale alle voci egiziane contemporanee.
Terza classe: Egitto-Genova andata e ritorno
trasforma così Castello D'Albertis da luogo che conserva un archivio europeo sull'Egitto a spazio in cui gli egiziani possono rispondere attivamente, reinterpretare il patrimonio e riaffermare il proprio diritto alla rappresentazione. Al centro della mostra emerge una domanda tanto semplice quanto urgente: Che cosa accade quando le persone che in passato sono state fotografate, collezionate, descritte e interpretate diventano coloro che osservano, prendono la parola e costruiscono direttamente l'archivio? Attraverso la pratica artistica, la mostra intende piuttosto interrogare i processi attraverso i quali immagini, musei e archivi producono autorevolezza, significato e potere. L'archivio storico viene così messo in dialogo con le esperienze contemporanee degli egiziani, in particolare con i temi della migrazione, della visibilità e dell'autorappresentazione. Sono i partecipanti delle comunità in Egitto e a Genova ad aver dato vita a questa mostra, attraverso i loro contributi, le loro idee e le loro esperienze. Senza la loro generosità, fiducia e dedizione non sarebbe stata possibile.
Ringraziamenti
Si ringraziano in particolare: l’Associazione Co.Cima, Coordinamento cittadini italo-marocchini, per il supporto sul territorio a Genova e tutti i giovani partecipanti a Genova che con le loro fotografie e riflessioni sulla migrazione, sulla casa e sulla vita quotidiana hanno contribuito a dare forma alla mostra. Mostra realizzata con il supporto di Iren e Coop, sponsor istituzionali del Comune di Genova.
Informazioni
- Tel. 010 5578280, mail, biglietteriadalbertis@comune.genova.it e su questo sito
- L’esposizione è visitabile liberamente con il biglietto d’ingresso in museo
- inaugurazione sabato 14 novembre alle 16:00 a ingresso gratuito

