Sala 8
PITTURA STRANIERA
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Il dipinto raffigura le due figure femminili, la prima intenta a ricamare mentre la bambina la osserva, in un interno borghese appena accennato. L’opera si inserisce nella prima produzione realizzata dall’artista in Europa, caratterizzata da scene di interni e non ancora aperta alla pittura en plein air. L’immersione nel mondo francese è comunque avvenuta: l’artista è qui vicino alle prime esperienze della pittura impressionista, dai ritratti di Manet, nel nero della gonna e nei bianchi della camicia e della veste della bambina, a quelli di Renoir, nella risoluzione del giovane personaggio, dall’incarnato alla treccia che si adagia sulle spalle. La gamma cromatica soffusa da un pacato lirismo viene interrotta dall’artista con le note squillanti del rosso corallo che vibra nelle piccole macchie dello scialle, nella collana e nel fiore tra i capelli della madre, nel profilo dell’abito e nel fiocco che chiude la treccia della bambina, nel tessuto rigato della poltrona fino ai fiori della tappezzeria. |
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Il dipinto raffigura alcuni pescatori che trascinano a riva una barca. L’impostazione della scena, che vede in primo piano a destra una figura in piedi in parte tagliata fuori dalla tela, prolunga esternamente l’azione, creando la suggestione dell’avanzamento reale della barca dal mare verso lo spettatore. L’azione si svolge in tarda serata, come indicano le ombre lunghe lasciate dalle figure e dall’imbarcazione sulla riva, al rientro dei pescatori dopo una dura giornata di lavoro. Nei primi anni del Novecento la pennellata di Sorolla diventa più sciolta, rapida e corposa e costruisce l’immagine per zone di luce e ombra, mosse da un segno spesso e serpentiforme, secondo una pittura che antepone le macchie di colore al disegno. In Ritorno dalla pesca, opera firmata e datata 1904, l’artista ottiene effetti cromatici vibranti grazie ad una tavolozza in cui i colori ocra, azzurro e bianco si rincorrono in ogni elemento della rappresentazione; l’equilibrio cromatico e formale della composizione è animato dalla vasta porzione di ombra proiettata dalle figure e dall’imbarcazione sulla riva del mare in contrapposizione al chiarore del riverbero della luce sull’acqua e sulle altri parti che compongono il dipinto. |
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Sonnellino in barca presenta un fanciullo addormentato su una barca, all’ombra della vela, sulla riva del mare. La particolare inquadratura che taglia lo scafo orizzontalmente, suggerisce una continuazione di questo oltre la parte inferiore della tela e colloca il pittore (e chi guarda con lui) all’interno della barca, in modo da riprendere il fanciullo da vicino: espediente derivato chiaramente dalla pittura degli impressionisti, conosciuta direttamente da Sorolla durante il soggiorno a Parigi avvenuto nella seconda metà degli anni Ottanta. La tela delle Raccolte Frugone, datata 1895/1896 (forse per indicare le date d’inizio e di fine dell’opera, o, nella datazione tarda, il momento della vendita del dipinto), è un esempio della pittura di Sorolla legata al costumbrismo (ovvero al "bozzetto folklorico", tematica diffusa in Spagna, in pittura e in letteratura, nell’arco di tutto l’Ottocento) che si può definire marinero, in cui un maggior distacco dal soggetto favorisce l’acquisizione di quel respiro internazionale che segnerà l’inizio della sua affermazione. Lo studio della luce diventa qui elemento fondamentale: la zona in ombra del primo piano rende ancora più forte la luminosità oltre la poppa: il chiarore della luce zenitale è ottenuto con bianchi intensissimi e quasi abbaglianti nel timone , nella leggera increspatura delle onde del mare, e nelle barche all’orizzonte. La vela, appena mossa dal vento, chiude il dipinto nella parte superiore, lasciando filtrare i raggi del sole che illuminano in piccole zone alcuni particolari del primo piano. |
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Al dipinto, ascrivibile a un periodo anteriore al 1911-12, conosciuto anche come La modellina e il dipinto, sembra in realtà più consono il titolo La poupée: la bambina infatti non appare nel quadro che sta osservando ed è presumibilmente una delle due figlie dell’artista colta nell’atto dì curiosare, con la sua bambola, nello studio del padre. Simon, pur avendo adottato nelle ultime opere una tavolozza molto brillante, mostra in questo dipinto di non aver abbandonato quella prima maniera "oscura", a "solide macchie di colore di tonalità bassa, con qua e là qualche nota vibrante di rosso e di giallo e qualche nota luminosa di bianco...". Questa era la tipicità della sua pittura nell’ambito di quel gruppo di artisti (Cottet, Dauchez, ecc.) che, privilegiando soggetti bretoni, si rifaceva alle tinte sombres di Courbet, in antitesi alla peinture claire impressionista e fu perciò denominato dalla critica, a partire dagli anni Novanta, "la banda nera". Rispetto ad analoghi dipinti dello stesso tema, che ricorre con una certa frequenza nella pittura Belle Epoque, la tela si segnala, soprattutto, per il modo in cui è ritratta la bimba, di spalle, in una posa priva di artificio che riesce a comunicare la sua infantile curiosità per quel luogo misterioso e pieno di fascino, dove non sì è avventurata senza la sua bambola. |
SALA GRAFICA
E’ qui conservata, in speciali cassettiere e consultabile liberamente dal pubblico, una piccola ma preziosa collezione di disegni di artisti italiani e stranieri.
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