VIOLINI STORICI
5 domande a Pio Montanari - Assistente alla conservazione dei violini storici del Comune di Genova
Guarneri e Stradivari, due generazioni di liutai cremonesi a confronto. Quali le differenze?
Si può vedere l'opera di Stradivari come lo svolgersi ordinato di una costante e appassionata ricerca sul suono "vestita" sempre con cura ed eleganza formale, evoluta per "fasi" di ampiezza decennale, in un arco di più di sessant'anni. I violini che ci restano di Giuseppe Bartolomeo vennero costruiti nel ristretto arco di 15 anni, la ricerca sul suono è appassionata, ma drammaticamente concentrata in fasi annuali, o in qualche caso in "coppie" di strumenti dove si legge un eguale intento. Tutto questo si manifesta di conseguenza nel carattere del lavoro.
Di che legno è fatto il "Cannone"? Quali sono le parti sostituite e quindi le più recenti?
Come in tutti gli strumenti del quartetto classico, tranne rare eccezioni, i legni impiegati sono l'abete rosso per la tavola e l'acero fiammato per il fondo, le fasce, il manico. Il Cannone conserva originali tutte le sue parti, ad eccezione della catena. Il manico, pur essendo originale, è stato tuttavia leggermente "adattato" secondo le nuove esigenze legate all'evoluzione della tecnica strumentale di inizio XIX secolo. La tastiera, la cordiera, i bischeri, il ponticello, l'anima, parti "accessorie", sono state sostituite negli anni.
A che cosa si deve la qualità del suono in un violino e soprattutto nel "Cannone"?
La massa di informazioni ricevute attraverso l'esperienza di due generazioni di avi, e la capacità di riflettere, utilizzare, interpretare e sviluppare tutto questo.
È vero che la moglie del Guarneri ha contribuito alla lavorazione della testa dello strumento?
Autorevoli studiosi dell'opera di Giuseppe Bartolomeo, basandosi sulla testimonianza che attesta l'esistenza di un'etichetta "Cattarina Guarneri" (Caterina Roda), hanno proposto l'ipotesi che questa testa e alcune altre del periodo possano essere l'opera di mano inesperta, quale forse quella di Caterina, poiché ha lasciato più legno del necessario.
Il "Sivori" è una copia del "Cannone" fatta fare da Paganini al liutaio francese Vuillaume, perché? E come mai Paganini decise di disfarsene "regalandola" al suo allievo Sivori?
Probabilmente Vuillaume fece di sua iniziativa la copia del Cannone, avendolo in bottega per lavori. Lo offrì a Paganini, per ammirazione o interesse, senza che forse questi ne fosse particolarmente conquistato perché ancor oggi questo pur magnifico strumento paragonato al "Guarneri" è come la luna accanto al sole.
5 domande a Alberto Giordano - Assistente alla conservazione dei violini storici del Comune di Genova
Da quanto tempo ti occupi della conservazione del "Cannone"?
Dalla primavera del 1994: ricordo bene quel pomeriggio, fui chiamato per un parere dal M.o Mario Trabucco e dalla Dott.ssa Laura Tagliaferro, all'epoca Direttore di Servizio dei Beni Culturali. Da allora ho avuto il privilegio di potere seguire la gestione del Cannone da vicino e, negli ultimi anni, con l'intensificarsi degli impegni dello strumento, ho stretto con esso un rapporto di particolare familiarità che mi ha permesso di conoscerlo a fondo. O forse no: ancora molte cose di quest'unico violino debbo studiarle e comprenderle e ritengo che in una certa sua inafferrabilità risieda una parte del suo fascino.
Che cosa contraddistingue il "Cannone" da altri violini storici?
Essenzialmente due cose: la prima risiede nel suo legame con Niccolò Paganini: nessun musicista è mai stato così legato al proprio strumento. La seconda ci è fornita dal suo eccezionale stato conservativo: nel corso dell'ultimo secolo gran parte dei migliori esempi della liuteria classica italiana è stata irrimediabilmente compromessa dall'uso, dagli interventi di restauro, dalle "attenzioni" imposte dal mercato. Il Cannone ha interrotto la sua carriera professionale nel 1840, con la scomparsa di Niccolò Paganini. Da allora è stato conservato con l'intelligenza e la prudenza che ne hanno preservato la purezza : patrimonio che ritengo debba essere difeso ad ogni costo.
Il "Cannone" necessita di cure particolari?
Dipende. Normalmente noi liutai dobbiamo eseguire solo azioni che consideriamo di uso quotidiano, come montare una mentoniera o cambiare le corde, anche se nel caso di uno strumento così prezioso ogni gesto deve essere intrapreso con una concentrazione totale. Diversa la situazione a seconda del musicista e dell'impegno che il "Cannone" è chiamato ad affrontare.
Si è dovuto talvolta prendere decisioni rapide ed efficaci per difenderlo da situazioni rischiose. Un problema può talvolta essere costituito dal tipo di sudorazione del musicista, che potrebbe arrecare danni alla vernice, ed inoltre l'uso dello strumento senza spalliera va considerato rischioso per l'integrità del violino.
Debbono poi essere considerati tutti i problemi riguardanti lo spostamento di un bene così prezioso: la sicurezza nel trasporto, renderne facile l'accesso al palcoscenico, evitare che i presenti gli si affollino attorno nelle pause etc. Considerate le ottime condizioni del "Cannone", la linea che ci si è dati è comunque ridurre al minimo qualunque intervento che non sia assolutamente necessario. Persino per quanto riguarda la pulitura non vogliamo ricorrere all'aiuto di polish e similari, preferendo la semplice e leggera azione di un morbido panno.
Se il Cannone si trova oggi in questo splendido stato, il merito è stato anche dei liutai che ci hanno preceduto, i quali in un secolo e mezzo hanno professato prudenza e, oserei dire, astinenza!
Hai visto e sentito suonare molti giovani vincitori del premio Paganini. Tra questi qual'è quello che ti ha più impressionato e perché?
Ne ricordo diversi, vuoi per ragioni umane, vuoi musicali; sicuramente il Neo-laureato Mengla Huang è forse quello che nelle ultime edizioni ha dato una dimostrazione di padronanza tecnica fuori dal comune. È dotato di un talento irruento e creativo: penso che se approfondirà certi aspetti dell'interpretazione potrà diventare un grande violinista.
È vero che il "Cannone" è suonato una volta l'anno solo dal vincitore del premio in occasione delle Celebrazioni Colombiane il 12 di ottobre?
No, assolutamente: negli ultimi anni si à (saggiamente) deciso di porre attenzione anche al funzionamento del Cannone, quindi viene suonato quasi mensilmente dal M.o Trabucco per circa due ore (alle quali il pubblico può assistere), senza contare quegli impegni extra che normalmente si creano ogni anno attorno al violino. È fatto riconosciuto che se da una parte l'uso professionale (leggasi continuo) è assai dannoso per qualunque strumento storico, alcune sporadiche ore di ginnastica possono essere salutari e servono a monitorarne le condizioni generali.

