Genova '800. Viaggiatori, collezionisti, musei

Particolare dell'opera "La morte di Cleopatra" del Guercino

 

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"Genova '800. Viaggiatori, collezionisti, musei" è una puntata monografica del programma Artbox, oggi disponibile su Sky Arte, che racconta la storia dell’articolato sistema museale genovese civico attraverso suggestive riprese, immagini d’epoca e interviste di studiosi e curatori del patrimonio cittadino.

Un film documentario per scoprire le figure dei donatori ottocenteschi dalle cui collezioni hanno avuto origine le più importanti istituzioni culturali genovesi: leggerne le vite, i viaggi, le relazioni e gli interessi che hanno reso così ricco e variegato il panorama dei musei della città, disseminati sul territorio da Nervi a Pegli.

Il progetto, firmato per Artbox da Maria Luisa Miraglia, è stato ideato e coordinato da Raffaella Besta e Margherita Priarone per la Direzione Musei del Comune di Genova.


L’Ottocento, infatti, è il grande secolo dei musei. Il secolo nel quale nuove condizioni storiche, nuovi assetti politici e istituzionali, oltre a una nuova coscienza del ruolo delle collezioni e delle istituzioni culturali nei confronti della società, determinano l’affermarsi di una nuova idea di museo come raccolta aperta al pubblico con un’istanza di celebrazione, oltre che di conservazione ed esposizione, delle glorie del passato e del presente, per accrescere il lustro e la fama della propria Patria. A Genova, di lustro, fama, decoro e museo ‘patrio’ parlano infatti gli atti di donazione e lascito dei due più importanti musei nati nella seconda metà del XIX secolo in città: Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, eredità alla città di Maria Brignole-Sale De Ferrari Duchessa di Galliera, ultima discendente della nobile casata dei Brignole-Sale e figura di grandissimo fascino per il ruolo giocato come munifica donatrice per Genova, insieme al marito Raffaele De Ferrari, uno degli uomini più ricchi del mondo di allora.

Prima la donazione di Palazzo Rosso, nel 1874, come dimora storica, testimonianza delle glorie dell’aristocrazia dell’Ancien Régime; poi l’apertura di Palazzo Bianco, protagonista nel 1892 delle Celebrazioni Colombiane, dotano finalmente la città di due Gallerie dedicate alle collezioni d’arte, creando due istituzioni di cui la città sentiva ormai come improrogabile esigenza la nascita e l’apertura al pubblico.

Ma Palazzo Rosso e Palazzo Bianco - oggi insieme a Palazzo Tursi complesso museale in tre edifici con il nome di Musei di Strada Nuova - non furono la prima istituzione museale civica.

Dopo l’Accademia Ligustica - con il suo ruolo di insegnamento per i giovani artisti e di conservazione di opere d’arte per l’istruzione dei propri allievi fin dalla fine del Settecento - dobbiamo porre a capostipite del sistema museale cittadino le raccolte di Storia Naturale, con tra i primi lasciti quello del Principe Odone di Savoia (1866), figlio del re Vittorio Emanuele II. L’anno successivo Giacomo Doria donò al Comune anche i materiali zoologici di sua proprietà (di Europa, Persia e Borneo) purché si istituisse un Museo Civico di Storia Naturale, che fu dunque il primo del sistema dei musei comunali ad aprire i battenti. La prima sede delle collezioni venne individuata a villetta Di Negro.

Al citato Capitano Enrico Alberto D’Albertis appartenne invece l’omonimo Castello D’Albertis e le sue collezioni esotiche, donate alla città nel 1932. Viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900, D’Albertis racchiuse il proprio mondo in una cornice romantica, tra “camere delle meraviglie”, suggestioni marinaresche, evocazioni colombiane e trofei coloniali.

Le raccolte naturalistiche ed etnografiche rappresentano l’altra faccia del collezionismo ottocentesco, di cui fanno parte anche le collezioni di arte orientale donata alla città da Edoardo Chiossone, costituendo il primo museo dedicato all'arte giapponese ad essere fondato in Italia, nel 1905, e uno delle più importanti in Europa.

Dalla donazione del menzionato Principe Odone di Savoia (1866) ha origine anche il primo nucleo della Galleria d’Arte Moderna di Nervi, ossia la raccolta di opere del XIX secolo, primo nucleo del sistema museale del levante cittadino consacrato all’arte tra Otto e Novecento. La storia dei musei genovesi poi, nella prima metà del Novecento, si arricchisce con la creazione di altri istituti, dal Museo del Risorgimento, alle collezioni preistoriche oggi conservate al Museo Archeologico, alle raccolte del Museo del Mare, la cui origine risale ancora agli allestimenti di Palazzo Bianco della fine dell’Ottocento.

La grande ricchezza e varietà di tipologie di raccolte, e la straordinaria vivacità di sguardi sul collezionismo e sul mondo di tutte queste figure di aristocratici conoscitori, esploratori, navigatori, scienziati con il gusto per la catalogazione o amanti dell’arte, rende il sistema museale genovese che si va costituendo nel corso del XIX secolo assolutamente esemplare dei diversi indirizzi museologici che si vanno affermando in quegli anni in Italia e in Europa.

Contemporaneamente le trasformazioni della città tra Otto e Novecento e le demolizioni di chiese, conventi e aree del centro storico cittadino per il rinnovamento urbanistico di Genova portano in proprietà civica opere pittoriche, affreschi, marmi e materiale lapideo di ogni genere che confluiranno prima ancora a Palazzo Bianco, e poi nella seconda metà del Novecento al Museo di Sant’Agostino.