Il Mei celebra i 250 anni dell'Indipendence Day

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MEI Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana

Data: da 04/07/2026 a 04/07/2026

In occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana rende omaggio al contributo dell'emigrazione italiana alla storia americana attraverso la figura di Marcella Hazan, la cuoca e scrittrice originaria di Cesenatico che ha rivoluzionato il modo di conoscere e cucinare la gastronomia italiana negli Stati Uniti.

Due italodiscendenti firmarono la dichiarazione di Indipendenza USA

Una dichiarazione di Indipendenza che vede tra i firmatari due illustri italodiscendenti William Paca, Maryland, discendente di una famiglia valdese, fuggita in America nella seconda metà del Seicento e Caesar Rodney, Delaware, discendente della famiglia Adelmare di Treviso.

All’iniziativa hanno aderito il Centro Studi Americani, la Consulta degli Emiliano Romagnoli e il Comune di Cesenatico e ha visto la preziosa collaborazione della ricercatrice in storia degli Stati Uniti Giulia Crisanti.

Il pentolino di rame di Marcella 

L’evento si collega idealmente al programma ufficiale di America250: per questo speciale anniversario, lo Smithsonian National Museum of American History di Washington ha inaugurato la mostra immersiva In the Pursuit of Life, Liberty and Happiness, dedicata agli ideali, alle persone, ai movimenti e ai processi storici che hanno costruito e continuamente rinnovato l'identità degli Stati Uniti. L'esposizione riunisce 250 oggetti simbolo della storia americana, scelti per raccontare come il Paese si sia formato attraverso l'incontro e l'integrazione di culture provenienti da tutto il mondo. Tra questi, figura anche il pentolino di rame con cui Marcella Hazan preparava lo zabaione, unico oggetto riconducibile all'esperienza dell'emigrazione italiana presente nella selezione.

L'italiana che ha cambiato la cucina degli Stati Uniti

Quel pentolino, utensile apparentemente modesto, rappresenta infatti una delle più significative storie dell'emigrazione italiana del Novecento, proprio quella di Marcella Hazan (1924-2013), nata a Cesenatico e trasferitasi negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, dove contribuì a cambiare profondamente il rapporto degli americani con la cucina italiana. Attraverso i suoi libri, le sue lezioni e il suo straordinario lavoro di divulgazione, Marcella Hazan ha insegnato a milioni di americani la vera cucina regionale italiana, lasciando un’impronta indelebile nella cultura alimentare degli Stati Uniti.

Il trailer del documentario dedicato a Marcella

In occasione dell'iniziativa il MEI presenterà, in accordo con la famiglia, la casa di produzione e il regista, la clip “La pentola di Marcella” che comprende il trailer del documentario "Marcella" (2024), diretto da Peter Miller, già distribuito negli Stati Uniti e ora in fase di promozione anche in Italia gentilmente concesso dagli autori.  Analoga iniziativa sarà realizzata dai vari partner nelle proprie sedi e sui propri canali social. Inoltre il trailer sarà visibile sul canale youtube del Mei.

Dalle origini a Cesenatico fino al successo internazionale negli Stati Uniti, il documentario ripercorre il suo percorso umano e professionale: laureata in scienze naturali, Marcella non sapeva cucinare prima di trasferirsi a New York negli anni Cinquanta. Fu proprio l'esperienza dell'emigrazione a trasformarla, portandola a riscoprire le tradizioni della cucina italiana e a diventare la donna che avrebbe insegnato a generazioni di americani il valore della pasta fresca, dell'olio d'oliva, del pesto, dell'aceto balsamico e della cucina regionale italiana.

Marcella Hazan non esportò semplicemente ricette, ma un modo di pensare il cibo come espressione di cultura, memoria e identità. I suoi libri, a partire da "The Classic Italian Cookbook", conquistarono milioni di lettori perché raccontavano un'Italia autentica senza ricorrere agli stereotipi, rendendo accessibili ingredienti, tecniche e tradizioni con rigore e semplicità.

Una vicenda che dimostra come l'identità italiana non sia un patrimonio immobile da custodire, ma una cultura viva che, attraverso l'incontro con altre società, continua a generare innovazione, dialogo e nuove appartenenze. È proprio questa capacità di costruire ponti tra Paesi e culture a rendere l'esperienza migratoria una delle pagine più importanti della storia italiana.