La collezione di Filippo Ala Ponzone

Nel 1898 il Comune di Genova acquistò, per ragioni legate alla risistemazione urbanistica dell’area, il prestigioso Palazzo Lomellini Patrone (nell’attuale piazza della Zecca), insieme a venticinque dipinti che ne arredavano le sale.
Erano importanti olii tutti antichi, tranne sette, di artisti del XIX secolo, come Tetar van Elven, Giuseppe Frascheri, Carlo Arienti, Eugenio Agneni, Giuseppe Camino e Luigi Sabatelli.
Almeno cinque provenivano dalla collezione di Filippo Ala Ponzone, nobile milanese d’ideali mazziniani e d’inquieta esistenza, che, alla metà dell’Ottocento aveva abitato in villa Durazzo a Genova Cornigliano, prima di venderla, "mobigliata", ai Savoia, nel 1864, per i soggiorni estivi del giovane e malato principe Odone. Villa ceduta da Vittorio Emanuele II nel 1868 ad "un grande arricchito d’America", Lazzaro Patrone, il quale nel 1871 comprò da Matteo Pizzorno anche il palazzo in questione, e vi trasferì alcune opere già trovate nella villa. Solo sei tele entrarono nelle collezioni della Galleria d’Arte Moderna, e oggi ben documentano l’aggiornato gusto romantico di Ala Ponzone talvolta coniugata alla predilezione per soggetti d’intonazione patriottica.