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Genova valorizza all’interno del proprio sistema museale l’antica tradizione per le collezioni tessili d’arte e la sua passata vocazione per la produzione di stoffe, damaschi e velluti. L’uso di rivestire di arazzi le pareti delle dimore aristocratiche ha conosciuto a Genova notevole e precoce fortuna, anche in conseguenza degli stretti legami economici che dal XIV secolo univano la città con le Fiandre, sede delle più importanti manifatture specializzate in questo tipo di produzione. A testimonianza di ciò, i musei genovesi ospitano importanti collezioni di tessuti.
Sono esposti gli arazzi con le storie di Alessandro Magno databili a metà del XVII secolo di ignota manifattura di Bruxelles.
I tre arazzi (Alessandro doma il cavallo Bucefalo, Alessandro taglia il nodo di Gordio, Alessandro riceve gli ambasciatori persiani), insieme ad altri due non esposti - raffiguranti rispettivamente Alessandro e Diogene e Alessandro fa bruciare le salmerie - fanno parte di una serie che in origine doveva essere costituita da almeno otto panni tutti dedicati alle Storie di Alessandro Magno.
Il ciclo, come dimostrano le marche presenti sulla cimosa inferiore del primo arazzo, venne tessuto a Bruxelles - le due B stanno per Bruxelles Brabante - da un arazziere non identificato che firma con la sigla C.D.P.
I modelli devono essere stati richiesti ad uno dei seguaci di Rubens, come il maestro attivo nel campo della progettazione degli arazzi, forse in seguito al successo incontrato dalla serie di Storie di Alessandro Magno tessute su disegno di Jacob Jordaens a partire dagli anni trenta del Seicento.

