La Sezione di Pittura

 

La Sezione di Pittura

La nuova Sezione di pittura del Museo di Sant’Agostino presenta una serie di pitture su tavola che vanno dalla fine del Duecento ai primi del Cinquecento, realizzando un suggestivo percorso nella pittura di Genova e del Ponente ligure, con capolavori di alcuni fra i principali artisti attivi in Liguria in quei secoli. 
Le opere di Barnaba da Modena, Ludovico Brea, Giovanni Mazone, Pier Francesco Sacchi, per citarne alcuni, sono poste in dialogo con sculture in pietra e legno, con maioliche ed elementi d’arredo per dare una visione il più possibile completa del mondo artistico del tempo, con particolare attenzione per la seconda metà del Quattrocento, quando il passaggio fra arte tardo gotica e nuova arte del Rinascimento vivifica l’ambiente genovese e ponentino, giungendo a risultati di altissimo valore.

Barnaba da Modena 
Madonna con Bambino fra Santa Caterina d’Alessandria e San Nicola di Bari 
Circa 1380

Polittico di mirabile qualità realizzato da Barnaba, uno dei più grandi pittori postgiotteschi, nel suo periodo di passaggio stilistico fra la realizzazione di preziose forme decorative e luministiche e la ricerca di effetti di maggior plasticità.

Giovanni Mazone e aiuti 
Crocifissione con la Madonna, San Giovanni Evangelista, Santo Stefano, Santa e donatore 
Fine secolo XV

Una delle migliori opere di questo artista che operò ai massimi livelli in Genova per tutta la seconda metà del secolo XV. In particolare la resa del paesaggio, realizzato per velature, cioè con la sovrapposizione di lievi pennellate di colore che consentono di dare luminosità e profondità alla scena, è un brano di pittura di altissima qualità, mentre nel Cristo crocifisso si rilevano particolari, quali il sangue che sgorga dalle ferite, legati alla secolare tradizione dei crocifissi “dolorosi” in auge dai primi del trecento e un esemplare dei quali è esposto di seguito nella Sezione.

Bottega di Cristoforo e Antonio Mantegazza (?) 
Bassorilievo con Natività 
Seconda metà secolo XV

Proveniente dal mercato antiquariale, e pertanto di ignota collocazione originaria, questa formella preziosamente scolpita e decorata in oro, come scoperto nel corso del restauro preliminare all’esposizione, può essere assegnata alla bottega dei fratelli Mantegazza per le caratteristiche di stile, spigoloso ma al contempo addolcito dalle note cromatiche.

Pier Francesco Sacchi 
San Paolo Eremita con i SS. Antonio Abate e Ilarione Eremita 
1523

Come caratteristico di questo pittore, che fu uno dei maggiori nella Genova del primo quarto del Cinquecento, dall’opera traspaiono elementi lombardi e fiamminghi, ad esempio nel panorama ampio, ma trattato con minuta attenzione. Ma Sacchi era anche a conoscenza delle innovazioni leonardesche e raffaellesche, dominando quindi un linguaggio artistico di sintesi fra le maggiori tendenze di quel periodo.

Carlo Braccesco 
Affresco con Ultima Cena 
Inizi secolo XVI

Il milanese Carlo Braccesco realizza nel distrutto complesso conventuale di Santa Maria della Pace questa Ultima Cena che importa in Genova le novità strepitose del Cenacolo leonardesco, terminato nel 1497. 
Questo affresco, quindi, rappresenta uno dei primi riflessi di quell’opera fuori Milano, trattata, però, non con mero intento riproduttivo, ma con lo stile e l’altissima qualità di pittura dell’artista milanese, una figura di primissimo piano emersa all’attenzione degli studiosi solo nel corso del Novecento.