Il Memoriale 14 agosto 2018 si trova presso l’ex pila 9 del Ponte Morandi, che crollando ha interrotto la vita di 43 persone. Si tratta di un luogo di memoria per una tragedia contemporanea che ha prodotto una gigantesca mole di materiale documentale (fotografico, audiovisivo).
L’allestimento curato da ETT S.p.A., industria digitale e creativa internazionale parte del Gruppo Deda, ha ordinato, scelto e utilizzato tale materiale con lo scopo di fornire ai visitatori suggestioni, informazioni e spunti, in modo da stimolare un profondo interesse per l’approfondimento personale e per il contributo alla cittadinanza attiva.
ETT ha realizzato l’immagine grafica coordinata del progetto e il montaggio dei video appositamente realizzati per le proiezioni a parete e per il ring circolare; si è occupata, inoltre, dell’intero progetto hardware e software. ETT ha curato, infine, il coordinamento di tutte le realtà coinvolte nell’allestimento e nella produzione dei contenuti multimediali.
Attualmente l’intero contenuto è in lingua italiana, alla quale presto si aggiungerà quella inglese, mentre il progetto definitivo prevede che il percorso sia fruibile in tutte e sei le lingue delle vittime del crollo (Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese, Rumeno, Albanese).
Lo stile dell’allestimento è lineare e contemporaneo; i contenuti multimediali “vestono” pochi grandi elementi architettonici (arcate, cilindro, pareti, …), mentre le cortine in trasparenza individuano le diverse aree di approfondimento, senza impedire la vista sull’intera sala e verso la serra. Nei touchscreen sono presentati contenuti informativi e di libero approfondimento.
L’impressione generale che lascia l’esperienza di visita è una sproporzione sia emozionale che fisica con il tema del Memoriale.
Gli archi del Memoriale
La parete ovest del Memoriale è scandita da otto arcate alte 6 metri che ospitano contenuti di vario genere. La prima è occupata da una grafica che introduce alla visita con una breve frase sul significato del luogo di memoria, mentre la seconda, la quinta e la sesta sono occupate interamente da due grandi proiezioni video che si ripetono in loop e il cui audio si può ascoltare tramite audioguide sincronizzate ad infrarossi.
La terza e la quarta arcata riportano i dati numerici riguardanti rispettivamente le vittime, i feriti e gli sfollati in conseguenza del crollo e quelli sui soccorsi, sulle ore passate dal crollo prima del recupero delle ultime vittime e sull’eco mediatica che l’evento ha prodotto in tutto il mondo.
I dati - presentati in forma scarna e attraverso una grafica lineare - che, come tutta l’immagine coordinata del progetto, è stata realizzata da ETT - si commentano da sé e completano silenziosamente le impressionanti video proiezioni delle arcate 2 e 5, dal titolo Il ponte e I Soccorsi.
Un video sulla Valpolcevera è protagonista dell’arcata numero 6, mentre le grafiche della settimana e dell’ottava arcata sono dedicate ai numeri del processo fino alla sua fase istruttoria.
Il ponte - Videoproiezione
Una grande proiezione sulla parete chiusa nel secondo degli otto archi della parete ovest racconta emozionalmente, con immagini storiche e disegni tecnici, la storia del ponte Morandi. Nell’Italia del boom economico, quando il traffico su ruote e la costruzione di nuove tratte stradali e autostradali registrarono un’impennata senza precedenti, s’impose l’esigenza di un collegamento che coprisse una tratta particolarmente ampia sopra la Val Polcevera, crocevia tra Ponente e Levante della città e della Riviera Ligure, passaggio obbligato verso la Francia e connessione della costa con la Pianura Padana.
Il vincitore del concorso per il progetto del ponte fu l’ingegnere Riccardo Morandi per Condotte d'Acqua e il ponte fu costruito tra il 1963 e il 1967. La sua voce fuori campo e le immagini tecniche, animate per rendere più comprensibili al pubblico le componenti costruttive (gli stralli, la campata), dispiegano la narrazione dei contenuti di progetto, particolarmente complesso perché il ponte non deve interferire con le case sottostanti, con la ferrovia e con le industrie del fondovalle. La musica del Maestro Anzovino accompagna magistralmente le immagini.
L’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat inaugurò il viadotto sul Polcevera il 4 settembre 1967. Il ponte crolla il 14 agosto 2018, 51 anni dopo.
Il crollo - Cilindro immersivo
Il grande ring centrale, dal diametro di 9,5 metri e alto 5, porta i visitatori in un ambiente oscuro e silenzioso. Bagliori ovattati compaiono sulla superficie della parete curva, creando una sorta di disorientamento spaziale. Dove siamo? Il suono della pioggia accompagna improvvisi lampi di vita, fatta dei gesti ripetuti chissà quante volte dagli operai dell’AMIU sotto il ponte, mentre sopra scorrono i riflessi dei fanali sui vetri dell’auto, i tergicristalli in azione e il percorso autostradale fino a imboccare il ponte.
D’improvviso, il sotto e il sopra non ci sono più: è il momento del crollo. Nel silenzio, un assordante rimbombo e poi solo il rumore della pioggia. Non ci sono parole. La musica del Maestro Remo Anzovino accompagna l’accensione di 43 luci.
I Soccorsi - Videoproiezione
La quinta arcata ospita la seconda grande video proiezione. Il viadotto è crollato. La tragedia è appena avvenuta e la notizia inizia a diffondersi, attraverso le testimonianze di chi chiama il pronto intervento, chi presta come può i primi soccorsi ai feriti, fino alle prime comunicazioni della stampa. Man mano che la narrazione del video procede, accompagnata dalle note del Maestro Anzovino, un filo sottile ci riporta all’ansia dei parenti che cercano di contattare i propri congiunti che diventa disperazione quando ci si rende conto che il numero dei corpi senza vita estratti dalle macerie aumenta di ora in ora. Il viso dei soccorritori non riesce a nascondere espressioni di sgomento, ma nessuno si dà pace sino a quando i corpi delle ultime quattro vittime vengono estratti dalle macerie.
È il 18 agosto 2018 e, nello stesso momento, si stanno celebrando i funerali di Stato.
I Media (5 touchscreen)
Cinque postazioni costituite da touchscreen e 1 espositore con le prime pagine dei giornali portano i visitatori del Memoriale nel mondo dei media e nel riverbero che la notizia del crollo e delle successive vicende processuali hanno avuto non solo in Italia, ma nel mondo intero. Le postazioni permettono di approfondire, muovendosi all’interno degli argomenti in modo intuitivo e veloce, scorrendo con le dita le sezioni, temi quali l’impatto mediatico, la diffusione delle notizie, polemiche e fake news, la cronaca negli anni, la nuvola delle parole più usate, l’evoluzione del racconto nel tempo. I contenuti sono stati realizzati da Will Media ed ETT si è occupata dello sviluppo software che li mette a disposizione dell’utente.
La Valpolcevera - Videoproiezione
Due elementi separatori riportano le immagini del ponte crollato: passando idealmente tra i due tronconi, si accede alla porzione di sala corrispondente alla sesta arcata, dedicata al territorio e alle sue comunità.
Si tratta di un video in 4 quadri, della durata di 4 minuti in totale: una suggestione di voci e immagini che va dalla vita della comunità locale sotto il ponte alla resilienza dopo il crollo, fino ai progetti per il futuro, alla riqualificazione dell’area e alla costruzione del Memoriale.
Le musiche del Maestro Anzovino sono parte integrante del racconto, con un tema che si plasma e si trasforma, accompagnando ogni elemento visivo e abbracciando il senso profondo della narrazione.
Il territorio - installazione touch
Nell’area dedicata alle comunità del Polcevera è stato posizionato un grande tavolo che contiene quattro postazioni touchscreen orizzontali (24”, in formato 16:9). Le quattro postazioni touch, che portano il titolo di Spazi, infrastrutture, comunità, replicano gli stessi contenuti - in modo da moltiplicare le possibilità di consultazione simultanea anche per gruppi di persone.
Il visitatore può scegliere tra quattro mappe che hanno come soggetto la Val Polcevera in diversi anni (anni ’50, anni ’90, 2018, 2024) e, grazie all’interfaccia grafica molto intuitiva, può avere l’opportunità di esplorare liberamente una rappresentazione visiva dei quattro diversi periodi, osservando i significativi cambiamenti che interessano l’area, in particolare a seguito del crollo del ponte.
Ogni punto d’interesse sulla mappa apre una serie di approfondimenti (testi, immagini, video storici) che l’utente può scegliere e scorrere a sua scelta, senza un ordine predefinito.
Le macerie
Un grande monitor verticale, che intenzionalmente trasmette il carattere provvisorio dell’exhibit, si trova sulla platea che in futuro ospiterà le macerie del ponte, non ancora disponibili per motivi processuali, che saranno integrate in un secondo momento nell’allestimento.
Il filmato, che si ripete in loop e il cui audio si può ascoltare tramite audioguide sincronizzate a infrarossi, fa entrare il visitatore, in modo lento e riflessivo e accompagnato dalle musiche del Maestro Anzovino, nel deposito attuale delle macerie, dal punto di vista dello sguardo di un uomo. È percepibile la loro enorme mole e la loro presenza schiacciante, immensa, fuori scala.
Il processo (6 touchscreen)
Così come per la sezione dedicata ai Media, anche per i documenti che si riferiscono al processo in corso si è scelto di utilizzare la soluzione dei touchscreen, permettendo alle persone di approfondire con calma e a propria scelta le sezioni sulle indagini dopo il crollo, sull’accusa, sulla ricostruzione dei motivi tecnici che hanno portato al crollo del ponte e su come funziona un processo di questo tipo.
Anche in questo caso, i contenuti sono stati realizzati da Will Media ed ETT si è occupata dello sviluppo software che permette al pubblico di fruirli.
La memoria
La parete dei nomi
Una parete nera, retroilluminata per favorire la lettura dei testi, riporta l’elenco delle 43 vittime del crollo del ponte, come punto di memoria e testimonianza della tragedia avvenuta il 14 agosto 2018, alle ore 11.36. La vita continua, ma il ricordo e la memoria non moriranno mai.
Le vittime
Un monitor touch è a disposizione dei visitatori per conoscere la storia di ogni vittima, raccogliendo la testimonianza di amore che amici e parenti hanno voluto concedere espressamente per questo exhibit.
L’elenco dei nomi fa accedere a testi, foto e ricordi delle persone che hanno perso la vita nel crollo, in un prezioso e silenzioso omaggio.
Il feedback dei visitatori
Davanti alla serra, è predisposto un touchscreen a disposizione dei visitatori, dove si può lasciare il proprio commento e leggere quelli dei visitatori precedenti.
Nei primi giorni di apertura lo schermo ospiterà le parole delle persone che hanno lavorato al Memoriale.
Minuto di silenzio
Ogni giorno alle 11.36 tutti gli apparati multimediali sospendono per un breve tempo le trasmissioni e presentano una schermata unica con i filmati originali del crollo.
Questa installazione è un dono di ETT al Comitato dei parenti delle vittime e al Comune di Genova.
Sala conferenze
Un mapping della superficie architettonica contiene il programma delle videoproiezioni quotidiane di brevi documentari, mentre un’altra videoproiezione, agli orari schedulati, trasmette i contenuti: è stato scelto questo allestimento per la sala conferenze, separata dalla sala degli exhibit e utilizzabile anche occasionalmente come sala eventi.

