La musica o Santa Cecilia

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giovanni Andrea De Ferrari (Genova, 1598-1669)

Tecnica e misure:

Olio su tela, cm. 130 x 100

In quest’opera Santa Cecilia è intenta a suonare una viola da braccio. I colori, di suggestione manieristica e baroccesca, sono vivi e brillanti e spiccano i toni del giallo e dell’arancio sullo sfondo scuro. L’attribuzione a Cecilia degli strumenti musicali, richiamo al significato di protettrice dei musicisti, deriva dall’errata interpretazione di un passo in cui si narra la sua passione: in particolare si riferisce che alla sua festa di nozze, "mentre gli organi suonavano", ella "in cuor suo soltanto a Dio rivolgeva il suo canto". La tela è databile pochi anni dopo il 1620. 

La Maddalena penitente (B. Strozzi)

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Titolo dell'opera:

Maddalena penitente

Acquisizione:

Oratorio di San Silvestro (distrutto) post 1945 Genova - Provenienza

Autore:

Strozzi, Bernardo

Tipologia:

dipinto

Epoca:

1601 - 1625 - XVII

Inventario:

PB 501

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 97; Larghezza: 73

Tecnica:

olio su tela

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Descrizione:

Il dipinto costituisce un'opera giovanile di Strozzi, precedente al suo trasferimento a Venezia, ed è databile intorno al 1620. Rappresenta Maria Maddalena, ripresa a mezza figura con il volto di profilo e il busto di tre quarti, mentre prega con le mani giunte rivolta verso una croce, dalla quale sembra promanare una luce. Il volto emaciato denuncia il lungo periodo di penitenza passato nel deserto, mentre la bocca aperta ne rivela la tensione spirituale. Nella redazione delle mani è stata riconosciuta una diretta derivazione dal noto disegno di Albrecht Dürer del 1508, oggi conservato all'Albertina di Vienna, e raffigurante un paio di mani giunte in preghiera. (LUIG in Berlino 2003, p. 124) Il dipinto rappresenta Maddalena penitente in atti di preghiera.

Santa Teresa in gloria

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Titolo dell'opera:

Santa Teresa in gloria

Acquisizione:

governativo 1883 Genova - deposito

Autore:

Strozzi, Bernardo

Tipologia:

dipinto

Epoca:

1622 - 1622 - sec. XVII

Inventario:

PB 49

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 345; Larghezza: 210

Tecnica:

olio su tela

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Descrizione:

La pala venne commissionata a Bernardo Strozzi per l'altare maggiore della chiesa di Santa Teresa, poi andata distrutta. Venne realizzata dall'artista probabilmente intorno alla data della canonizzazione della santa, avvenuta nel 1622, e sicuramente non prima del 1619, anno di fondazione della chiesa stessa. L'attenzione del pittore risulta qui tutta concentrata sulla resa pittorico-cromatica del movimento ascensionale, raggiunta attraverso la scansione verticale delle nuvole e il contrasto volutamente creato tra le zone in ombra del registro inferiore, ai piedi della santa, e lo squarcio dorato del cielo che l'attende, che ne incornicia il volto. (ORLANDO, SANGUINETI 2020, p. 64) Il dipinto rappresenta Santa Teresa in gloria circondata da putti.

Adorazione dei pastori (S. Barabino)

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Adorazione dei pastori (S. Barabino)

San Siro e il basilisco (bozzetto)

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giovanni Battista Carlone (Genova, 1603 circa - Parodi Ligure, 1684 circa)

Tecnica e misure:

Olio su tela, cm. 60 x 107

Cristo cade sulla strada del Calvario

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giulio Benso (Pieve di Teco, 1592-1668)

Tecnica e misure:

Olio su tela, cm. 61 x 76

Entrata di Cristo in Gerusalemme

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giulio Benso (Pieve di Teco, 1592-1668)

Tecnica e misure:

Olio su tela, cm. 71 x 62,5

Ritratto di anziano gentiluomo (Ritratto di Andrea Doria ?)

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Domenico Alfani (Perugia, 1480-1553)

Tecnica e misure:

Olio su tavola, cm. 105 x 71

Cleopatra (trasformata in Maddalena)

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Domenico Puligo (Firenze, 1492-1527)

Tecnica e misure:

Olio su tavola, cm. 65 x 47

Ritratto di gentiluomo fiorentino

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 - Firenze, 1574)

Tecnica e misure:

Olio su tavola di pioppo, cm. 88 x 64

Questo Ritratto, realizzato da Giorgio Vasari, presenta una figura maschile posta di tre quarti: i pochi elementi presenti nel dipinto, come il fazzoletto candido, elemento di spicco all’interno della bellissima gamma cromatica di rosati, o i guanti tenuti con noncurante eleganza, consentono di pensare che si tratti di un gentiluomo fiorentino. La scarsella aperta era, peraltro, il tipo di borsa in uso nella città toscana tra la fine del Quattrocento e le soglie del Cinquecento. Allo stesso periodo appartengono i capi di vestiario, in particolare lo zuccotto e la camicia, caratterizzata dal brevissimo collo che fuoriesce dalla giubba. Vasari, pittore, letterato e autore delle celeberrime Vite de’ più eccellenti architetti, scultori e pittori, volle forse ritrarre il gentiluomo in un’epoca un poco precedente, secondo il filone ritrattistico in voga dagli inizi del Cinquecento. Infatti, Firenze, persa ormai ogni traccia della libertà repubblicana e sempre più provinciale, intorno al 1550 cerca in ogni occasione la celebrazione esteriore della gloria passata.

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