Günther Uecker "Natura ferita", 1987

Günther Uecker  "Natura ferita", 1987

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Günther Uecker (Wendorf, 1930)

Tecnica e misure:

Tronco di pino, cenere, chiodi, lacca nera, 130 x 55 cm

Collocazione:

In deposito (n. inv. 2507)

Tipologia:

Scultura

 

Artista, scultore, scenografo, Uecker, che aveva frequentato l’Accademia di Düsseldorf fino al 1957, in quegli anni inizia a creare strutture dove sviluppa le sue sperimentazioni visuali e nello stesso tempo propone i primi lavori a rilievo ricoperti di chiodi, che creano effetti percettivi e dinamici grazie alle proiezioni delle ombre sul supporto. All’inizio degli anni '60 passa dalle prime composizioni di chiodi disposti in sequenza matematica regolare a strutture rotanti e ai lightboxes. Nel 1961 a Düsseldorf con Heinz Mack e Otto Piene, fonda il Gruppo Zero per ritornare al “grado zero dell’arte” e punto di riferimento e di scambio per le molte tendenze europee che si stavano sviluppando in quel periodo nell’ambito delle ricerche cinetico visuali. Il Gruppo Zero influenza anche i gruppi italiani di Arte Programmata come il Gruppo T (costituito a Milano nel 1959 da Gianni Colombo, Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele Devecchi e, in un secondo tempo, Grazia Varisco) e il Gruppo N (creato nel 1959 a Padova da Manfredo Massironi, Alberto Biasi, Toni Costa, Edoardo Landi) che indagavano i fenomeni visivi e i meccanismi della percezione con metodi quasi scientifici proponendosi come artisti-tecnici. 

Uecker produce successivamente strutture oscillanti, tavoli e oggetti di uso quotidiano coperti di chiodi, progetti con la corrente ad alta frequenza e sculture di grandi dimensioni pensate per gli spazi aperti.

La scultura conservata al museo Natura ferita fa parte della serie dei Grosser wald, grandi tronchi in legno (in questo caso si tratta di un tronco di pino intero) coperti di un numero indefinito di chiodi.

Al museo si conserva anche il disegno su carta dello stesso soggetto realizzato con colla e cenere.